Il Tirreno

Pisa

Un matrimonio necessario ma senza amore

L’arrivo di Terravision preziosissimo nei mesi scorsi quando serviva liquidità, poi i primi dissapori

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PISA. La situazione societaria attuale è burrascosa, sì, ma rispetto all’estate scorsa sembra un venticello primaverile rispetto a un tifone.

Alla fine della stagione 2014-15, infatti, Carlo Battini, amministratore unico e di fatto titolare assoluto delle quote (aveva il 99% , e solo l’1% rimanente era del Comitato Vecchio cuore nerazzurro) minacciò di non iscrivere la squadra al campionato, e dopo molte vicissitudini e polemiche presentò in ritardo la fidejussione necessaria (il che costò un punto di penalizzazione), ma procedette all’iscrizione grazie anche all’aiuto decisivo delle aziende Geu (di Enrico Lenzi) e Biancoforno (dei fratelli Lami), fortunatamente chiamate in causa da un tifoso molto vicino al club e agi stessi imprenditori.

Il 15 agosto, dopo numerosi ma vani abboccamenti con altri soggetti - in particolare non andò a buon fine quello con Ruggeri, ex presidente dell’Atalanta, molto gradito dalla piazza (e da noi) ma spaventato per l’ammontare dei debiti e per la loro difficile individuazione - il nuovo colpo di fortuna, sotto la forma dell’interessamento dell’ex Dg nerazzurro Fabrizio Lucchesi che aveva appena abbandonato la pista Carrarese. Lucchesi arrivò in nerazzurro rilevando l’80% delle quote e lasciando a Battini il 19% (l’1% restò ai tifosi, che lo regalarono poi il 18 gennaio alla nuova proprietà). I tifosi rinunciarono alla prelazione, ma restarono molto dubbiosi per il fatto che Lucchesi non poteva dire quali fossero i suoi soci. Lo stesso nuovo presidente affermò che sarebbero usciti allo scoperto dopo l’approvazione del bilancio: prima di allora, dato il forte passivo e la necessità di certificarlo. I mesi successivi portarono a uno stillicidio di comunicati e carte bollate: di fatto, i soldi di Battini per ripianare non arrivarono mai. E a gennaio Lucchesi accettò di cedere metà della Carrara Holding, la società tramite la quale aveva acquistato il Pisa, al gruppo italo-inglese Terravision/Britaly Post di Fabio Petroni. Arrivò così l’iniezione di liquidità che permise di continuare la stagione senza eccessivi patemi d’animo e conquistare i playoff. Ma il matrimonio non sembra felice. Il resto alle prossime (in tutti i sensi) puntate. (a.sc.)

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