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Nacho: mi vengono i brividi se ripenso a domenica

Nacho: mi vengono i brividi se ripenso a domenica

Il fantasista uruguaiano: «È stato uno dei giorni più belli della mia carriera Giocare in una bolgia come l’Arena carica molto noi sudamericani»

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PISA. Con gli occhi ancora brillanti per l'emozione provata domenica scorsa dopo la sua tripletta che ha infiammato l'Arena e demolito il Pordenone, Nacho Lores Varela ha parlato ieri sera in un'intervista al Neroazzurro di 50 Canale del suo momento e dei playoff: «Ancora ci penso a domenica per tutto quello che si è creato e mi vengono i brividi. Abbiamo giocato bene e per fortuna ho segnato nella bolgia dell'Arena, cosa che a noi sudamericani carica particolarmente. Uno dei giorni più belli della mia carriera».

Una tripletta che per Varela rappresenta una novità: «Fino all'anno scorso non segnavo quasi mai giocando poco. La dedico alla squadra che mi ha supportato in questi mesi quando ero giù e poi alla mia famiglia che mi segue sempre. Rivedere i gol è stato speciale perché quando sta in campo magari non si rende conto. Non avevo mai segnato tanto, grazie anche al ruolo che mi ha trovato il mister».

L'arrivo a Pisa poi in estate non era così scontato: «Con la mia famiglia avevamo anche pensato di tornare in Uruguay, ma per fortuna abbiamo fatto questa scelta che mi ha fatto rinascere come calciatore».

Dopo la prima rete contro il Pordenone ha colpito il modo in cui Varela ha voluto zittire qualcuno in tribuna: «Venivo da qualche mese difficile e avevo tanta rabbia dentro perché dicevano che ero fuori forma e non ero lo stesso, ma non era così anche se non giocavo benissimo. Mi dà fastidio sentire che ero fuori forma».

Molti ruoli ricoperti in nerazzurro: «Sono arrivato da esterno e non avevo mai fatto l'attaccante prima perché non ero maturo e non avevo il fisico adatto. Poi il mister mi ha detto che bisogna avere certe qualità per fare l'attaccante. Prima mi mancava la fame di attaccare la porta, ma ci ho lavorato molto sopra. Negli altri anni giocando poco non stavo bene in una piazza, ma qui a Pisa ringrazio per la possibilità che mi hanno dato e per come mi hanno trattato. Da agosto sto vivendo una tappa bella della mia carriera con la maturità giusta».

Domenica il tridente completato da Cani e Mannini è stato determinante: «Tutta la squadra ha giocato bene e il mister ci aveva preparato bene per l'inizio. In attacco tutti abbiamo forma fisica devastarne. Daniele è ammirabile: fa la differenza, è un ragazzo serio che ci aiuta tantissimo e quindi non stupisce».

La crescita di tutti è stata evidente: «Abbiamo fatto tutti i passi che dovevamo fare e le sconfitte ci hanno fatto riflettere così come arrivare secondi dopo tanti punti persi. Ora sappiamo cosa dover fare e la squadra è completa e può giocare chiunque».

Il rapporto con Gattuso si conferma solido: «Mi ha fatto migliorare molto anche in fase difensiva, cosa che prima mi mancava. Con lui ho un rapporto bello anche se non ci parlo molto, ma cerco di ascoltarlo e so cosa gli dà fastidio. Magari se in campo mi parla e non lo guardo si arrabbia».

Poi una curiosità sulla scelta del numero 10: «Non mi sento il tipico numero dieci, ma forse più uno che attacca gli spazi e avevo preso l'11 sul finale di campionato, ma Montella era più undici di me e sono tornato sul 10». Il ritorno a Pordenone, gara da non sottovalutare: «Sappiamo ciò che abbiamo fatto, ma sappiamo i rischi che corriamo abbassando il ritmo. Non è finita e dobbiamo lavorare forte con umiltà come stiamo facendo perché non abbiamo fatto niente. Sarebbe bella la promozione, ma non ci pensiamo anche perché ci sono squadre forte. Sono consapevole della forza di questo gruppo e per ora pensiamo alla gara di domenica».

Lorenzo Vannozzi

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