Il Tirreno

Pisa

La Regina non fa paura, il College sì

di Antonio Scuglia
La Regina non fa paura, il College sì

Ribadita la tranquillità sul fronte fiscale, ma vengono alla luce fortissimi dissidi interni

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PISA. Siccome qui si parla di cronaca (sportiva per fortuna) e non di letteratura poliziesca, iniziamo con la soluzione: il Pisa non rischia di fallire, o più precisamente non rischia di essere incamerato dal Fisco britannico. Però i rapporti interni fra i soci sono al minimo storico di cordialità e dubitiamo fortemente che la compagine societaria nerazzurra resti immutata da qui a breve.

Partiamo dalla più nefasta ipotesi ventilata. Ieri abbiamo ricevuto il minaccioso documento della Companies House, la Camera di commercio di Cardiff , indirizzata a Terravision, ovvero a Fabio Petroni che è anche presidente del Pisa. Ecco la traduzione: «Il conservatore del registro delle società rende noto che, a meno che si dimostri il contrario, trascorsi due mesi dalla suddetta data (3 maggio 2016), il nome di Terravision London Finance Ltd sarà eliminato dal registro e la società sarà sciolta. In caso di scioglimento, tutte le proprietà e i diritti acquisiti, o avuti in custodia dalla società, saranno ritenuti "bona vacantia" (senza proprietario) e di conseguenza diventeranno proprietà della Corona».

Lo stesso Petroni però ha risposto serenamente e chiaramente: «Entro il limite temporale richiesto, il Fisco britannico riceverà il bilancio, che oltretutto è in forte attivo».

Anche qualora così non fosse, ci viene spiegato da legali vicini alla società nerazzurra, il Pisa non correrebbe alcun rischio: è una società totalmente italiana, oltretutto non appartenente a Terravision ma solo partecipata da Carrara Holding, che è anch’essa italiana.

Molto meno serena la situazione dei rapporti interni. Il nodo è costituito dal Football College. L’allenatore Gattuso ha già parlato, anzi scritto tramite avvocati, ed è in arrivo la sua richiesta di risarcimento danni. A noi risulta, voce della tarda serata di ieri, che il vicepresidente Freggia a sua volta abbia chiesto (o stia per chiedere) ufficialmente al club se lo stesso Gattuso, il Comune, l’Università e Alessandro Birindelli abbiano rilasciato le necessarie liberatorie per lo sfruttamento dei loro nomi e/o loghi a scopi commerciali. Al momento non si registrano dichiarazioni ufficiali in merito. Anche il Dg Lucchesi ha preferito non commentare la cosa; quello che si sa per certo è che la sua posizione sulle vicende societarie è in piena sintonia con l’allenatore e il vice presidente. Dall’altra parte, il presidente Petroni e l’avvocato Taverniti sono convintissimi della validità del progetto Football College.

Tutto questo potrebbe portare a una rottura clamorosa in seno alla società, che per fortuna è sana dal punto di vista debitorio (non ha mai avuto una lira di multa dalla Covisoc dall’estate scorsa) e quindi rischia una guerra interna ma non la distruzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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