La Regina non fa paura, il College sì
Ribadita la tranquillità sul fronte fiscale, ma vengono alla luce fortissimi dissidi interni
PISA. Siccome qui si parla di cronaca (sportiva per fortuna) e non di letteratura poliziesca, iniziamo con la soluzione: il Pisa non rischia di fallire, o più precisamente non rischia di essere incamerato dal Fisco britannico. Però i rapporti interni fra i soci sono al minimo storico di cordialità e dubitiamo fortemente che la compagine societaria nerazzurra resti immutata da qui a breve.
Partiamo dalla più nefasta ipotesi ventilata. Ieri abbiamo ricevuto il minaccioso documento della Companies House, la Camera di commercio di Cardiff , indirizzata a Terravision, ovvero a Fabio Petroni che è anche presidente del Pisa. Ecco la traduzione: «Il conservatore del registro delle società rende noto che, a meno che si dimostri il contrario, trascorsi due mesi dalla suddetta data (3 maggio 2016), il nome di Terravision London Finance Ltd sarà eliminato dal registro e la società sarà sciolta. In caso di scioglimento, tutte le proprietà e i diritti acquisiti, o avuti in custodia dalla società, saranno ritenuti "bona vacantia" (senza proprietario) e di conseguenza diventeranno proprietà della Corona».
Lo stesso Petroni però ha risposto serenamente e chiaramente: «Entro il limite temporale richiesto, il Fisco britannico riceverà il bilancio, che oltretutto è in forte attivo».
Anche qualora così non fosse, ci viene spiegato da legali vicini alla società nerazzurra, il Pisa non correrebbe alcun rischio: è una società totalmente italiana, oltretutto non appartenente a Terravision ma solo partecipata da Carrara Holding, che è anch’essa italiana.
Molto meno serena la situazione dei rapporti interni. Il nodo è costituito dal Football College. L’allenatore Gattuso ha già parlato, anzi scritto tramite avvocati, ed è in arrivo la sua richiesta di risarcimento danni. A noi risulta, voce della tarda serata di ieri, che il vicepresidente Freggia a sua volta abbia chiesto (o stia per chiedere) ufficialmente al club se lo stesso Gattuso, il Comune, l’Università e Alessandro Birindelli abbiano rilasciato le necessarie liberatorie per lo sfruttamento dei loro nomi e/o loghi a scopi commerciali. Al momento non si registrano dichiarazioni ufficiali in merito. Anche il Dg Lucchesi ha preferito non commentare la cosa; quello che si sa per certo è che la sua posizione sulle vicende societarie è in piena sintonia con l’allenatore e il vice presidente. Dall’altra parte, il presidente Petroni e l’avvocato Taverniti sono convintissimi della validità del progetto Football College.
Tutto questo potrebbe portare a una rottura clamorosa in seno alla società, che per fortuna è sana dal punto di vista debitorio (non ha mai avuto una lira di multa dalla Covisoc dall’estate scorsa) e quindi rischia una guerra interna ma non la distruzione.
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