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Tedino: tanti assenti ma ce la giochiamo

Tedino: tanti assenti ma ce la giochiamo

L’allenatore del Pordenone teme gli attaccanti nerazzurri

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PISA. A Pisa senza paura, con l’intento di imporre il proprio gioco. All’Arena Garibaldi Bruno Tedino vuole un Pordenone fedele a se stesso, che ripeta ciò che ha fatto sinora, senza snaturarsi: nessun alibi legato al clima - bollente - dello stadio nerazzurro e al blasone del club avversario. I “ramarri” devono mantenere comunque il proprio Dna.

«Siamo arrivati sin qui con queste doti e vogliamo giocare come sempre - afferma il tecnico neroverde -. In una partita del genere c’è bisogno di grande personalità e sono convinto che ne avremo: voglio vedere la mia solita squadra, che se la gioca senza paura. Non dobbiamo pensare che si gioca su 180’: noi dobbiamo pensare che la gara decisiva sarà quella di domani (oggi)».

Tedino teme il Pisa, che ha «giocatori molti forti, in particolare negli ultimi 30 metri», e si rammarica per non avere tutta la squadra a disposizione: «Mi sarebbe piaciuto disputare questo match al completo - continua il trainer -: spero di recuperare Filippini e Cattaneo per la partita di ritorno».

Tedino affronta poi il discorso legato alla difficoltà di comunicare in campo con i giocatori: «Non sarà facile - spiega - 11mila persone sono tante e in quello stadio fanno un gran frastuono. Vedremo».

Chiusura su Gattuso: Tedino ha molta più esperienza in panchina del collega pisano ma, al contempo, il trainer neroverde si rende conto di affrontare un’icona (da giocatore) del calcio italiano. «L'ho conosciuto a Coverciano e mi è piaciuta la sua idea di gioco, sono onorato di affrontarlo», chiude.

A parte il modulo (il 4-3-1-2 con il rombo) i neroverdi giocheranno come al solito. Quindi il Pordenone dovrebbe attaccare alto come al solito, con Strizzolo primo giocatore a disturbare l’inizio dell’azione di marca locale. Tedino, oltre a lamentare le numerose assenze in attacco (Cattaneo, Filippini, Martignago), potrebbe dover rinunciare anche a Ingegneri. In teoria il difensore recupera: eventualmente Pasa scalerebbe nel reparto arretrato con conseguente inserimento di Buratto nel ruolo di mezzala sinistra. Davanti si va verso Berrettoni alle spalle di Beltrame e dell’ex Strizzolo.

Da Pordenone è previsto l’arrivo di circa 300 tifosi. Dal piazzale antistante lo stadio Bottecchia stamani alle 7 partono tre pullman. Altri sostenitori neroverdi si muoveranno con mezzi propri.

Si parla del presente, a Pordenone, ma anche del futuro. Il presidente Mauro Lovisa, infatti, teme di perdere Giorgio Zamuner, il consulente di mercato autore del miracolo di quest’anno: le voci che lo danno a Padova sono insistenti anche se lui, al momento, ha in testa soltanto il finale di stagione dei neroverdi. Lovisa avrebbe provato a sondare il terreno per Stefano Marchetti, direttore sportivo del Cittadella. A quanto sembra tra le parti ci sarebbe stato un colloquio telefonico: l’uomo-mercato dei granata avrebbe ascoltato la proposta del numero uno neroverde e avrebbe preso del tempo prima di dare una risposta definitiva.

Chi conosce Marchetti, però, assicura che sarà quasi impossibile un suo “sì”: il dirigente ha voglia di misurarsi nuovamente con la serie B e, inoltre, a Cittadella può lavorare con totale libertà e autonomia. Un vero e proprio paradiso per uno come Marchetti che, a quanto dicono le indiscrezioni, avrebbe addirittura rifiutato anche piazze di serie A in passato non avendo la certezza di lavorare in piena autonomia.

Chi sostituirà Zamuner, qualora il dirigente emiliano dovesse partire (scenario molto probabile)? Sarà uno dei tormentoni dell’estate neroverde. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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