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Semplici: occhio alle ripartenze dei marchigiani

Semplici: occhio alle ripartenze dei marchigiani

L’ex allenatore nerazzurro domani potrebbe già festeggiare la promozione in B con la sua Spal

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PISA. Leonardo Semplici attende con curiosità l'esito di Maceratese - Pisa, ma sa che basterà un pari alla sua Spal con l'Arezzo per tagliare il traguardo della serie B.

Mister, lei riprende a scalare le categorie dopo i successi ottenuti a Figline dall'Eccellenza alla C1 fino al 2009: in cosa differisce questa vittoria rispetto alle precedenti?

«Se sarà vittoria, l'avrò raggiunta in una piazza storica, conosciuta in tutta Italia. Ho assistito al risveglio di una grande tifoseria, che si è riconosciuta nei giocatori».

Lucchesi ha detto che la Spal forse non è la squadra più forte, ma sicuramente è la migliore...

«Sono d'accordo. Forse non avevamo il miglior organico, ma abbiamo vinto con la nostra determinazione. Siamo stati sempre in vantaggio di 4-5 punti e questa situazione ci ha permesso di gestire le sconfitte con Pisa e Maceratese. Devo ringraziare la società e il direttore Vagnati perché nel rispetto del budget mi hanno messo a disposizione giocatori che rispecchiavano le mie idee calcistiche. A livello umano non abbiamo sbagliato neppure un acquisto».

Le sue idee sono cambiate: dal rombo della breve esperienza nerazzurra nel 2010-11 ad un solido 3-5-2...

«Le esperienze negative di Pisa ed Arezzo mi hanno insegnato. Prima ero chiuso in certe idee. Anche la permanenza alla Primavera della Fiorentina mi ha fatto capire che, più dei moduli, conta sapersi adattare ai giocatori per farli rendere al meglio».

Passiamo a Maceratese - Pisa, la sfida fra le bestie nere della Spal. Quale delle due vi ha messo più in difficoltà?

«La Maceratese. L'organico del Pisa è più forte, con giocatori di esperienza, ma anche la Maceratese nell'undici titolare ha elementi con un passato in B e A, ma soprattutto ha un tipo di gioco che ci ha messo in difficoltà. I marchigiani sono molto bravi nella fase di non possesso e nelle ripartenze».

E il Pisa?

«E' una squadra più offensiva. E' stata assemblata ad agosto e rinforzata con un grande mercato di gennaio, ma forse ha pagato il fatto di aver acquistato giocatori non ancora pronti. Invece la Maceratese è stata costruita fin dall'estate. Una compagine ben allestita. Il Pisa ha giocatori che possono risolvere la partita, come Varela, Eusepi, Cani, Peralta, oltre a Mannini e Ricci».

E’ vero che lei, nella Primavera della Fiorentina, rimproverava a Peralta il fatto di non tirare mai in porta?

«Era molto bravo a saltare l'uomo ma poi, arrivato al limite dell'area, cercava il colpo ad effetto invece di concludere. Gli mancava il gol. Purtroppo contro di noi ha segnato, ma sono contento per lui come per Rozzio, che ha realizzato all'andata. Spero di aver lasciato qualcosa in entrambi».

Quali insidie ambientali può riservare lo stadio Helvia Recina?

«Ricordo un campo pessimo. Mise in difficoltà una squadra come la nostra, che cerca di attaccare con il gioco».

Massimo Berutto

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