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Pisa, Lucchesi: ne usciremo senza penalizzazioni
Il direttore generale del club nerazzurro: «Arriveremo sino in fondo. Ora è importante evitare reazioni scomposte che ci danneggerebbero»
PISA. Arrabbiati, sì. Indignati, sì. Pronti a difendere a oltranza le proprie ragioni finché la propria innocenza non verrà dichiarata dai tribunali sportivi. Ma anche abbastanza sereni da poter mandare un messaggio chiaro a tutti gli avversari: se credete che il Pisa o la città cadranno in una qualsiasi provocazione, togliendosi così di mezzo, vi sbagliate di grosso.
Il direttore generale del Pisa Fabrizio Lucchesi ha incontrato la stampa, un lungo incontro per spiegare le vicende del deferimento e del dibattimento davanti al Tribunale federale nazionale, dove il procuratore Figc Palazzi ha chiesto 12 punti di penalizzazione nei confronti del Pisa.
Lucchesi ha usato parole forti: «Il Pisa farà di tutto perché le nostre ragioni vengano fatte valere»: la richiesta di una simile penalizzazione «è abnorme, è un’attività brutta, cattiva, vessatoria».
Spiega il Dg del Pisa: «Siamo entrati in aula per rispondere di un'omessa vigilanza, o meglio, non sufficiente vigilanza, pronti a dimostrare il contrario, e tutto è discorso bene, poi quando l'accusa ha formulato la richiesta di penalizzazione ci siamo tutti guardati negli occhi. Quella richiesta non è affatto compatibile con quelle che erano le situazioni».
Per la precisione: «Per me un anno e mezzo di inibizione, cinquantamila euro di ammenda e 12 punti di penalizzazione al club, che sono i punti ritenuti sufficienti affinché il Pisa non disputi i playoff: sono più o meno le testuali parole di Palazzi».
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E ora che cosa succederà? «Noi abbiamo argomentato le nostre difese, il Tribunale federale si è poi preso alcuni giorni per decidere: non sappiamo quanti, probabilmente la sentenza di primo grado arriverà nei primi giorni della prossima settimana. Tutti i gradi del processo dovranno essere svolti entro il termine del campionato, altrimenti potremmo anche chiedere la sospensione dei playoff».
Lucchesi non teme affatto che la sentenza finale (in primo, in secondo o in terzo grado) sia sfavorevole al Pisa: «Non ci aspettiamo assolutamente che il tribunale possa dare minimo ascolto alle richieste di accusa. Io non sono Maria Goretti e nemmeno Padre Pio, ma rispetto le regole».
E ancora: «Non sono arrabbiato con chi spera nelle nostre disgrazie, però chi lo fa casca male. Non accetteremo altre soluzioni, fino a che non sarà eliminata qualunque sanzione e non ci chiedono scusa noi andiamo avanti, arriveremo fino alla Cassazione (l’ultimo grado di giudizio sportivo, ndr): vogliamo zero penalizzazioni e con le scuse».
Il punto nodale, secondo il dirigente nerazzurro, è che il danno ingiusto a carico del Pisa c’è già, indipendentemente dalla sentenza finale: il can can fatto intorno alla vicenda è potenzialmente destabilizzante. Di qui l’invito alla piazza a non perdere la testa: «In città sento fermento, che va gestito in modo intelligente e civile, la dignità di una città come questa non si può sciupare: io invito tutti a comportarci civilmente, protestiamo ma nei modi giusti, se ci fossero reazioni scomposte queste ci porterebbero solo svantaggi».
Sulla tenuta psicologica dell’undici di Gattuso, il Dg non ha dubbi: «Dovremo giocare con questo ipotetico fardello sulle spalle, ma con la squadra ho parlato, ai nostri ragazzi questa storia scorre addosso come l'acqua fresca, sanno che devono reagire in modo ancora più forte di quello fatto finora: niente ci potrà scalfire».
Il discorso è amaro ma anche chiaro: «Ci stanno trattando come gli ultimi dei reietti: non dobbiamo perdere il controllo della situazione, l’unico vero rischio è proprio quello. Non dobbiamo farci del male da soli».
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