Il presidio
Se la capolista inchioda bisogna essere pronti
Nel 2000 il Pisa rimontò al Siena 12 punti nelle ultime 6 gare ma non bastò: ne servivano 13
PISA. La Spal, nonostante la sconfitta all'Arena Garibaldi, ha quasi vinto il campionato, con cinque punti di distacco da gestire nelle ultime cinque partite e un calendario non troppo difficile. Il Pisa ovviamente non deve farsi trovare impreparato nel caso in cui la manna dovesse piovere dal cielo.
STORIE DELL’ANNO 2000. Un curioso precedente invita a non allentare la presa.
Facciamo un passo indietro: i nerazzurri sono arrivati al big match dopo due 0-0 consecutivi in trasferta, a L'Aquila e a Siena. Due nulla di fatto esterni di fila non si verificavano dalla stagione 1999-2000 e anche allora alla ventisettesima giornata e alla ventottesima (a Carrara e a Lecco).
In quell'occasione il Pisa, che non era secondo ma addirittura quarto a pari merito con l'Albinoleffe, nelle ultime 6 gare rosicchiò ben 12 dei 13 punti di vantaggio detenuti dalla capolista Siena, sognando la promozione e chiudendo a -1 dall'obiettivo.
Anche allora l'avvicinamento fu agevolato dalla vittoria nerazzurra nello scontro diretto, che giunse più tardi, a tre partite dalla conclusione. In tutto 5 successi ed un pareggio nelle ultime 6 giornate.
Il Siena inchiodò letteralmente, raccogliendo soltanto quattro punti su 18 a disposizione, ma gli bastarono.
La Spal non farà altrettanto ma non gode del medesimo vantaggio: 5 punti, esattamente la metà dei 10 di margine del Siena 1999-2000 a 5 turni dalla conclusione.
TUTTO PASSA DA LUCCA. Chi fu a fermare la marcia perfetta del Pisa? I cugini di oltre Foro, ossia i prossimi avversari degli uomini di Gattuso. L'1-1 del Porta Elisa rappresentò un brusco risveglio. Allora il derby si disputò al penultimo turno. E i rossoneri cercheranno di fare di nuovo lo sgambetto .
E I PLAYOFF? Della storia non possiamo tacere il finale, per altro noto: il Pisa perse la semifinale playoff con il Brescello. Pagò la vana ricorsa al Siena? Più che altro pesò il concomitante impegno in Coppa Italia, perché in finale con l'Avellino si infortunò capitan Quaranta. Solo un beffardo gol di Max Vieri all’89’ estromise un Pisa che attendeva in gloria il fischio finale del match interno con il Brescello. (m.b.)
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