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Pisa, il vero campionato inizia proprio ora
Addio primato: parte l’assalto agli spareggi promozione
PISA. Con lo 0-0 di Siena, per il Pisa è finito un campionato, ora ne inizia un altro che durerà sei giornate “garantite”. Sta a noi allungarlo sino a sette, nove, possibilmente undici gare. Sì. Sta a noi, esattamente a noi, solo a noi. “Noi” significa la squadra, la società, la città. Affinché non succeda quello che successe un anno fa dopo Pisa-Ascoli. I nerazzurri erano a -6 dalla capolista (con una partita in più da disputare), persero lo scontro diretto all’Arena e a quel punto, invece di pensare a serrare i ranghi per arrivare ai playoff scoppiarono. La squadra si lasciò andare, la società mollò clamorosamente (il solo Ds Tomei disse bisognava rimboccarsi le maniche e basta, ma predicava nel deserto), il pubblico si sentì tradito. E così arrivò Pisa-L’Aquila con l’esonero di Braglia - che tanto bollito non dev’essere, vista la grande rimonta che sta facendo a Lecce - e arrivò Lucchese-Pisa, con la frittura globale totale, l’”accoglienza” alla squadra e la fuga di Pillon, mai più rivisto da queste parti.
Vogliamo finire come l’anno scorso? No, non vogliamo. Facciamo nostro senza riserve il commento del supertifoso Gianluca Pisa su facebook: «dopo questi due pareggi che ci hanno fatto allontanare dalla vetta ... non mi faccio demoralizzare da tutto ciò... dico solo come c’insegnò il nostro unico presidente ROMEO... di stringersi ancora di più intorno alla squadra , non potendo andare in trasferta... allora rendiamo la nostra Nord e tutta l’Arena ancora più calda come sa fare il popolo pisano... !!!! del Pisa ...».
Il campo dice che la Spal è più forte del Pisa. La sua mediana è una macchina perfetta, il suo centravanti Cellini ha segnato all’incirca i gol che da noi hanno segnato Varela più Cani più Lupoli più Eusepi più Montella più Frugoli. Tanto di cappello ai ferraresi, e con loro la sfida non può più essere a distanza. La sfida è solo quella secca, fra otto giorni all’Arena, e bisogna cercare di vincerla per ricacciare indietro i veri avversari. Che sono diventati la Maceratese (a un punto di distanza dal Pisa, e il 23 o il 24 aprile dovremo andare a Macerata) e l’Ancona (scivolato a -7 dopo il clamoroso ko col Tuttocuoio: grazie Giovinco!).
Guardate che i playoff non piovono dal cielo e non sono garantiti: vanno conquistati, lottando partita dopo partita. I prossimi 4 avversari sono nell’ordine Spal, Lucchese (al Porta Elisa sabato 9 aprile ore 15), Pontedera e Maceratese. Credete che faranno dei regali al Pisa? In fondo, Lupa Roma e Pistoiese, che potrebbero aver bisogno dei punti per salvarsi in extremis. Ecco perché diciamo che sta per iniziare un altro campionato.
Un campionato in cui il Pisa deve difendere unguibus et rostris il secondo posto attuale o comunque l’accesso ai playoff.
Dopo di che, ammessa la superiorità della Spal, non è neanche il caso di essere troppo umili. Perché le squadre sono 18, una è sopra il Pisa ma 16 sono sotto, e nessuna di queste ha avuto le vicissitudini estive dei nerazzurri, partiti con due mesi di ritardo e costretti a fare la squadra - totalmente nuova - in dieci giorni.
Il nuovo Pisa è stato costruito giocoforza sulle macerie, è ripartito avvicinandosi finalmente alla città. E il pubblico, quantomeno quelle 4500 persone che ne costituiscono lo zoccolo duro sempre presente (salvo Daspo) dalla serie A all’Eccellenza, mugugna quando c’è da mugugnare, pretende massimo impegno (che in campo c’è, anche se non sempre accompagnato dalla solidità e dal cinismo necessari), ma sa anche garantire ai colori nerazzurri un amore solido, totale e feroce. Da domenica 3 aprile - Arena Garibaldi ore 15, Pisa-Spal - riprende la lotta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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