Assolto Daniele Meucci: potrà andare alle Olimpiadi
Era accusato di avere eluso i controlli antidoping, ma non aveva commesso alcuna irregolarità
PISA. Il pisano Daniele Meucci assolto, e con lui altri sette atleti della Fidal deferiti dalla Procura della Fidal. Lo ha deciso la Prima sezione del Tribunale nazionale antidoping del Coni. Si tratta di Anna Incerti, Silvia Salis, Ruggero Pertile, Fabrizio Donato e Daniele Meucci (già qualificati per l'Olimpiade di Rio), Andrew Howe, Andrea Lalli, Daniele Greco, tutti deferiti per la presunta violazione dell'articolo 2.3 delle norme sportive antidoping, dunque l'eluso controllo. Non era colpa degli atleti: c'era chi doveva far rispettare le procedure di controllo antidoping e non lo avrebbe fatto. Questo è quanto ipotizza il Tribunale nazionale antidoping del Coni, con la sentenza di assoluzione emessa oggi per tutti i primi otto dei 26 atleti della Fidal deferiti per violazione dell'articolo 2.3.
Il dispositivo emesso dalla I Sezione del Tna, presieduta da Carlo Polidori, apre una nuova fase: rinvia tutto alla Procura antidoping per far luce sulle eventuali responsabilità dei funzionari dell'epoca. I fatti sono relativi al 2011/12, a ridosso del caso Schwazer, da cui nasce l'indagine 'Olimpia', avviata dalla Procura di Bolzano.
Il Tna ha disposto la trasmissione alla Procura antidoping di questa decisione "e di tutti gli atti del procedimento - si legge nella sentenza pubblicata lunedì 21 -, affinché valuti le responsabilità, per la violazione dell'articolo 3 delle Nsa, che emergono dalle dichiarazioni rese dalla teste Rita Bottiglieri all'udienza del 18 marzo 2016". Adesso la palla torna al procuratore capo antidoping, Tammaro Maiello, che venerdì aveva pure incassato a proprio favore le conferme di Rita Bottiglieri sull'impianto accusatorio: gli elenchi mandati dalla Fidal per inadempienze non erano 'reminder' generici, ma specifici sulla base di chi era inadempiente.
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