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Pontedera colpito ma non affondato

Pontedera colpito ma non affondato

L’Ancona passa in vantaggio con Pedrelli, i granata rimediano con Vettori: è il quarto pareggio in sei trasferte

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PONTEDERA. Il sospetto è che la squadra di Paolo Indiani inizi a soffrire della stessa patologia contratta dall'Inter di Mancini nella stagione 2004-2005: la "pareggite". I sintomi mostrati dai granata non sono da sottovalutare. Quattro pareggi su sei gare disputate al Mannucci, due su sette incontri fuori casa. Ieri ad Ancona un'altra "X". 1- 1 con capocciata di Vettori a rimontare il vantaggio di Pedrelli. Soffrire di "pareggite" non per forza vuol dire fare una brutta fine. I nerazzurri, nel primo anno di "Mancio", riuscirono ad arrivare addirittura terzi. Conquistando anche la Coppa Italia. Nel calcio, gli allenatori della vecchia scuola ne hanno fatto praticamente un motto, l'importante è non perdere. Come ha fatto ieri il Pontedera al Del Conero. Non necessariamente una stagione brillante deve passare da fiammate improvvise, alternate magari a partite in cui il sacco resta vuoto. Meglio fare la "formichina" e mettere da parte, domenica dopo domenica, briciole fondamentali per la sopravvivenza. E poi chissà. Il calcio non è una scienza esatta.

MAGO INDIANI. Qualcosa aveva fatto intuire nella partitella di mercoledì scorso, vinta 11-0 contro il Castelfiorentino. A centrocampo Paolo Indiani aveva fatto una delle sue magie. Via Daniel Gemignani, dentro Cannoni. Il mediano classe '93 originario di Arezzo, prima di ieri, era stato utilizzato da titolare soltanto una volta in campionato. Il 27 settembre con la Spal. Uno spezzone a Macerata la domenica successiva e poi solo panchina. Il mago Indiani però non è un allenatore che guarda ai numeri. Nell'undici titolare si materializza la magia: Cannoni ha il numero 8. La sua è una partita ordinata e precisa. La confidenza con i meccanismi di gioco non è moltissima, ma per uno che è stato gettato nella mischia due volte su tredici gare va bene così.

PEDRELLI GRAFFIA, VETTORI DISINFETTA. L'Ancona assomiglia al Pontedera. Non ha un gruppo costruito per vincere, in rosa ha molti giovani e sta facendo un campionato al di sopra delle aspettative. A differenza della banda di Indiani, la truppa di Cornacchini sa comandare il gioco senza essere costretta a giocare di rimessa. I biancorossi partono con il piede sull'acceleratore, pur non creando occasioni limpide. Il vantaggio arriva dopo otto giri di lancette e porta la firma di Pedrelli. Il tiro a giro su calcio piazzato dai 20-25 metri non è esattamente un capolavoro, ma Cardelli ci mette del suo, forse disturbato nella visuale dai giocatori in barriera, e la rete si gonfia. Testa bassa e pedalare. I granata vogliono il pari prima del rientro negli spogliatoi: le armi di Vettori e compagni sono due. Il gioco in ripartenza e i calci piazzati. Il contropiede riesce male con Mallus e Konate, costantemente a guardia dell'area di rigore. Quindi Cesaretti sfrutta una punizione dalla sinistra e mette dentro per la sponda di Della Latta. Arriva Vettori, lasciato solo dalla difesa marchigiana, che si coordina e spedisce alle spalle di Lori. Il tè caldo dei granata diventa dolce.

LAMPI E CALMA PIATTA. Il secondo tempo si apre con una carrellata di emozioni. Scappini al 11' è già pronto a esultare, ma il suo colpo di testa viene miracolosamente respinto da Lori. Poi Della Latta fa lo stesso con l'incornata di Paoli, 180 secondi più tardi. Il terzo lampo prima della calma piatta che conduce al triplice fischio lo regala Polvani con un retropassaggio killer che inganna Cardelli e si spenge sul fondo. Non succede più niente. Arriva un altro pareggio per il Pontedera, formichina inarrestabile del campionato.

Tommaso Silvi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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