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Pisa

Vettori: Pontedera sprint, possiamo andare lontano

di Tommaso Silvi
Vettori: Pontedera sprint, possiamo andare lontano

L’esperto centrale ammette: «Non volevo farlo, ma non ho saputo resistere alla tentazione di guardare la classifica. Scappini una prima punta vera»

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PISA. Nessuna maglia gli è mai rimasta tanto indosso come quella del Pontedera. Una storia d’amore cominciata nei dilettanti e proseguita, impresa dopo impresa, fino alla terza serie del calcio nazionale. Con un rapido sguardo anche al paradiso della serie B: orizzonte mozzafiato sfumato a Lecce, dopo i calci di rigore, in un pomeriggio di maggio di quattro anni fa. Per i tifosi ormai è qualcosa in più di una bandiera, molto più del capitano, quasi un amico. Con cui condividere la gioia delle vittorie e le lacrime delle sconfitte. Gli anni sono 33, ma che paura può fare la carta d’identità a uno che è soprannominato “il guerriero”? Per la quinta estate consecutiva, anche a luglio Federico Vettori ha iniziato la preparazione sul sintetico del Mannucci. Insieme ai nuovi compagni. Figli di una rivoluzione societaria che ha cambiato lo spogliatoio granata: via i “gioiellini”, ceduti per fare cassa, e dentro tanti giovani di belle speranze. Con un occhio ai senatori. Pochi, ma fondamentali. Uno su tutti: Vettori. Chi gioca al suo fianco dice di sentirsi al sicuro, riparato dai suoi consigli e dalla sua calma, che mantiene anche nei momenti più difficili. Dall’inizio del campionato ha saltato soltanto un match per squalifica. Alla faccia di chi, anche solo per un attimo, ha pensato che questa stagione sarebbe stata quella del tramonto del “guerriero”. Che invece è ancora lì, al centro della difesa, a divertirsi come quando indossava il completo azzurro del settore giovanile dell'Empoli.

Vettori, dopo cinque anni si può dire che tra lei e il Pontedera è amore vero?

«Ho trovato l’ambiente ideale, in cui è possibile lavorare bene, potendo far conto su una società composta da persone serie e competenti. Pontedera è un’isola felice dove viene fatto calcio nella maniera giusta».

È per questo che ogni anno la squadra riesce a centrare l’obiettivo salvezza regalando soddisfazioni ai tifosi?

«Sicuramente allenarsi e giocare in una realtà serena aiuta i giovani a tirare fuori il meglio. In parallelo c’è il grande lavoro svolto dal mister Paolo Indiani e dal direttore generale Paolo Giovannini, il loro contributo è fondamentale».

Dopo oltre metà girone d’andata il Pontedera è a un passo dai playoff. Che effetto fa ritrovarsi a braccetto con le big?

«Mi ero promesso di guardare la classifica soltanto dopo Natale, ma la settimana scorsa ho ceduto. Stiamo facendo bene, anche se la nostra forza sta nel ragionare di partita in partita. Alla fine della stagione valuteremo quanto siamo stati bravi. Nel gruppo c’è determinazione e grande spirito di sacrificio: con queste caratteristiche possiamo divertirci».

Dalle magie di Grassi e Arrighini al fiuto di bomber Scappini: che squadra è il Pontedera versione 2015-2016?

«Siamo più spettacolari rispetto agli anni passati: più presenti in zona gol, ma anche più esposti agli attacchi avversari. Il cambio di modulo da 3-5-2 a 4-3-3 spiega la nostra trasformazione. Con Scappini abbiamo trovato una prima punta vera, come Magnani ai tempi della serie D».

Con il pari con la Pistoiese avete allungato a sei la striscia di risultati utili consecutivi. Quanto è importante non perdere? «Molto, perché i ragazzi acquisiscono sicurezza e migliorano alla velocità della luce».

Sabato sarà ancora derby in casa del Prato: da ex della serata, che partita si aspetta?

«Il Prato è una squadra quadrata, difficile da affrontare. Daremo il massimo come sempre, consapevoli della nostra forza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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