Il presidio
Il Pontedera recupera contro l’Arezzo
Della Latta rimedia subito al gol amaranto segnato dall’ex Madrigali, in una partita spigolosa e dai ritmi alti
PONTEDERA. Spettacolo e tattica. Nel "saturday match" di Lega Pro Pontedera e Arezzo si danno battaglia a viso aperto e chiudono con un punto a testa. Servono due calci piazzati per arricchire il tabellino dei marcatori, a conferma di 90' in cui l'ago della bilancia non pende mai chiaramente né da una parte né dall'altra. Capuano in settimana lo aveva detto: «Non reciteremo la parte della vittima sacrificale». Parole a cui fa seguito un primo tempo tutto personalità dei suoi.
L'Arezzo gioca bene e a tratti confonde le idee ai granata, che con ordine si difendono dalle triangolazioni micidiali di Tremolada, Defendi e Cori. La partita è di quelle che non concede pause neppure per aprire il pacchetto delle noccioline. Nelle due metà campo emozioni a ripetizione, almeno nella prima parte di gara.
All’8’ la banda di Indiani va sotto sugli sviluppi di un calcio d'angolo dalla sinistra. Cardelli pasticcia in uscita, Monaco colpisce la traversa e l'ex della partita Saverio Madrigali corregge in rete. Il Pontedera si fa scivolare addosso lo svantaggio e continua a manovrare con autorità. Le palle inattive sono una specialità dalle parti del Mannucci e al 12', grazie a uno schema avviato da Disanto, preciso nel cross dalla bandierina, Della Latta infila Baiocco di testa ristabilendo la parità. Il parziale si gonfia, il pubblico si diverte e in campo è lotta vera. Cesaretti e Gambadori finiscono sul taccuino dell'arbitro per reciproche scorrettezze. Gioco duro che prosegue a suon di tackle e gomiti altezza zigomo. Arriva il giallo anche per Scappini. Di palle gol non se ne vedono più, ma il ritmo resta alto.
L'ultimo sussulto prima del rientro negli spogliatoi lo regala Cesaretti con una botta da fuori respinta con i pugni da Baiocco.
Nella ripresa il copione non cambia. Il Pontedera vive dei polmoni di Daniel Gemignani e Della Latta a centrocampo, una coppia di guerrieri che dosa con intelligenza geometrie e maniere forti. In avanti prosegue il valzer di Disanto e Cesaretti alla ricerca di spazi in cui infilarsi per fare male all'Arezzo, che risponde con il gioco da marpione di Cori, vertice d'attacco supportato da Tremolada e Defendi, sempre pericolosi con il pallone tra i piedi, ma in calo di lucidità col passare dei minuti. Capuano infatti decide di toglierli entrambi al 65', rivoluzionando la cabina di regia: dentro Brumat e Bentancourt. Le gambe iniziano a farsi pesanti e lo spettacolo ne risente.
Indiani sostituisce Videtta, acciacco muscolare per lui, con Sane, e Kabashi, non esattamente in una delle sue migliori serate, al suo posto dentro Bonaventura; e Scappini, a tre giri di lancette dal fischio finale, concedendo uno scampolo di partita a Gioè, che nonostante i pochi minuti a disposizione al 93' rischia uno dei gol più veloci della storia. L'impresa sfuma per una tempestiva chiusura della difesa aretina. Finisce 1-1. Punto prezioso per tutti: il Pontedera colleziona un'altra prestazione di spessore e resta nei piani nobili della classifica, l'Arezzo agguanta il quarto punto in due partite e mette la testa fuori dal tunnel.
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