Meteo
Il Pisa sbaglia molto ma non si arrende
Ad Arezzo finisce 1-1. Polemiche e polizia in sala stampa
PISA. L’Arezzo maledice due pali, il Pisa sbaglia e paga a caro prezzo tre assenze pesantissime come quelle di Cani, Di Tacchio, Lupoli e Dicuonzo, ma è bravo a restare in partita quando le cose si erano messe male. E alla fine, pur senza brillare, conquista un punto prezioso nella Città dell'oro: è il giovane Ricci a pareggiare dal dischetto, a metà ripresa, il gol del vantaggio aretino giunto anch'esso dagli 11 metri in apertura di partita.
Gattuso non poteva disporre della rosa al completo: oltre alle tre assenze già conosciute si aggiungeva l’indisponibilità di Lupoli, per cui l’attacco era totalmente da inventare.
Dopo avere sbloccato il risultato al 7' pt (fallo molto ingenuo di Golubovic su Feola e rigore trasformato da Capece), gli amaranto, schierati con il 4-3-1-2, si sono resi pericolosi anche nel finale cdi primo tempo on un palo di Tremolada da fuori. Gattuso pensava a cambiare qualcosa: quel 4-4-2 non stava funzionando, soprattutto nella catena di destra Golubovic-Sanseverino, e gli attaccanti tardano ad entrare in partita. Ma le giocate di Mannini e gli assi nella manica in panchina (soprattutto Varela) potevano cambiare il match. L’importante era non perdere la testa.
Varela subito dentro dopo l'intervallo, più tardi entravano anche Peralta e Frugoli, e i cambi erano azzeccati: proprio Frugoli ha propriziato il pareggio. Al 23' arrivava infatti il lancio verticale di Verna per l'ex fiorentino, sul quale rovinava Sperotto. Calcio di rigore e dagli 11 metri Ricci non sbagliava.
Il Pisa intanto si ridisponeva in campo, con una punta unica e tre giocatori fra le linee. Finale comunque delicato, perché la difesa pisana - perfetta nei primi 60' - cominciava a ballare, e al 32' Defendi arrivava a... centimetri dal nuovo vantaggio aretino, deviando da due passi sul palo un cross basso di Betancourt che aveva sfondato sulla destra. Ai punti avrebbe vinto l'Arezzo, ma se si pensa agli assenti e alla differenza in fatto di esperienza (7 Under titolari per il Pisa, 1 per l'Arezzo), il pareggio conquistato dai nerazzurri è davvero importante.
LE DIFFICOLTA’. La prestazione onestamente ha fatto storcere la bocca a molti. Consideriamo però tre fattori. Uno: regalare i tre attaccanti titolari - soprattutto Cani, insostituibile fisicamente e tatticamente - e il regista è una mazzata per chiunque. Due: l’Arezzo si è presentato in campo con un piglio agonistico incredibile, è una buona squadra ed era messo benissimo in campo. Tre: il Pisa dell’anno scorso questa partita l’avrebbe persa senza rimedio.
Detto questo, è sotto gli occhi di tutti che c’è ancora una grossa differenza di condizione fra “vecchi” e “nuovi”, e Gattuso dovrà lavorare anche sulla testa dei suoi giocatori per evitare che si ripetano errori negli appoggi e giochini di eleganza che ieri potevano stare cari.
SALA STAMPA CALDA. Il Pisa si è presentato ad Arezzo con oltre 400 tifosi al seguito, che hanno incitato a gran voce la squadra in un ambiente stile. Anche in sala stampa a fine gara si è sentita l’aria del derby, quando Gattuso è stato apostrofato da alcuni esponenti locali. L’allenatore pisano, dopo aver parlato con radio e tv aretine, stava andando dai pisani ma i cronisti locali non hanno gradito l’ulteriore attesa.
I toni si sono alzati, un paio di pisani hanno dovuto fare da pacieri perché la spiacevole discussione si stava allargando ai cronisti ospiti. Sono anche intervenute le forze dell’ordine per riportare la situazione alla calma. A volte una malintesa rivalità fa dimenticare le regole del fair play anche fra chi la partita non deve “combatterla” ma spiegarla ai propri lettori.
NOVITA’ NEL CLUB. Il presidente Lucchesi ha speso qualche parola sulla prestazione della squadra: «Il risultato è giusto perché le difficoltà che l'Arezzo ci avrebbe creato erano prevedibili. La nostra età media era molto bassa e reagire dopo lo svantaggio non era facile. Stiamo pagando una mancanza di livello di forma e portare 25 giocatori allo stesso livello non è facile».
Ma soprattutto ha fatto il punto sulle questioni societarie: «Probabilmente - ha spiegato in sala stampa - tra una decina di giorni convocheremo l'assemblea. Da quando sono tornato anche Cesare Cava collabora di nuovo con noi. Il vice presidente sarà l’avvocato Minghetti che rappresenta la parte dei soci di Bologna, io tornerò Direttore generale. La presenza di Carlo Battini verrà valutata. La partecipazione cittadina è importante e valuteremo in che forma».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
