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Serie C ancora senza pace Il Forlì ricorre al Coni

Serie C ancora senza pace Il Forlì ricorre al Coni

I romagnoli chiedono di annullare gli “sconti” al Teramo e al Savona per prendere, insieme al Gubbio, i loro posti nell’organico di Lega Pro

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Non c’è pace, almeno per ora, in Lega Pro. Il Forlì Calcio ha presentato ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, contro Figc, Savona Fbc e Ss Teramo Calcio e, ove occorra, nei confronti del Tribunale federale di primo grado e della Procura federale della Figc per l'annullamento e/o la riforma della decisione della Corte di appello federale Figc in merito alla presunta combine di Savona-Teramo.

Lo scorso 27 agosto i giudici di secondo grado avevano rimodulato le sanzioni per i due club, infliggendo agli abruzzesi la revoca del titolo di vincitore del Campionato di Lega Pro 2014-2015 e una penalizzazione di 6 punti, pari a quella irrogata al Savona.

La Corte, inoltre, rispetto al primo grado, aveva ridotto da 4 a 3 anni l'inibizione del patron del Teramo, Campitelli, e prosciolto il numero 1 dei liguri, Dellepiane.

Il Forlì però ora "chiede, previa sospensione dell'esecuzione della suddetta decisione, l'annullamento dei provvedimenti impugnati, con conseguente rideterminazione della sanzione disciplinare da irrogare alle società Teramo e Savona in termini tali da determinare la loro retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato di Lega Pro, con conseguente retrocessione delle stesse in serie D per la stagione sportiva 2015-2016".

Una sanzione che era già stata inflitta in primo grado e che, se confermata in appello, avrebbe consentito al club romagnolo (e al Gubbio) di ottenere la riammissione in Lega Pro.

Lo stesso Teramo intanto, dopo aver chiesto il rinvio della gara contro il Pisa prevista per questo week end, ha chiesto un ulteriore rinvio della gara della prima giornata contro l'Ancona il cui recupero era previsto per il 16 settembre, facendola slittare al 23.

La situazione del Teramo ricorda quella che oltre venti anni fa visse il Perugia di Luciano Gaucci e che in qualche modo influenzò purtroppo anche il Pisa. Nella stagione 1992-93 di C1, il Perugia giunse secondo alle spalle del Palermo che venne promosso in B. Gli umbri dovettero spareggiare contro l’Acireale che era giunto a pari punti. Il Perugia vinse e volò in B, ma per pochi giorni. Venne infatti a galla un tentativo di corruzione dell’arbitro della gara Siracusa-Perugia che era stata giocata ad aprile. Gaucci, si disse allora, cenò con l’arbitro designato e vendette un cavallo a suo suocero. Fu accertato l’illecito ed il Perugia perse la B, a vantaggio dell’Acireale .

Simone Martini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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