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Pisa

Prima impressione: una squadra che ha fame

Prima impressione: una squadra che ha fame

Un Pisa che ha fame: gioca bene, corre tanto, copre con piglio tutte le zone del campo. La mano di Favarin si vede, pure con mezza squadra ancora da allestire. L'approccio alle gare ufficiali è...

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Un Pisa che ha fame: gioca bene, corre tanto, copre con piglio tutte le zone del campo. La mano di Favarin si vede, pure con mezza squadra ancora da allestire. L'approccio alle gare ufficiali è positivo. Favarin ha fatto prendere giocatori a sua immagine e somiglianza: gente che lotta, che non molla mai, come urlano i tifosi della nord. E, secondo la sua inclinazione, elementi quasi tutti votati all'attacco, difensori compresi. Insomma, un'intercambiabilità prestabilita, tanto è vero che fa giocare davanti, anche per necessità, un difensore di buona corsa come Losi. Il mezzo-Pisa convince proprio in questa sua propensione a lunghe e ben orchestrate galoppate, con una potenzialità nuova rispetto all'anno scorso: il tiro dalla distanza. Come il primo gol di Montella e alcune rasoiate da fuori, una delle quali sventata dal portiere ligure quando la palla si stava infilando nel sette. Eppure era un Pisa senza punte.

Con almeno cinque ritocchi di grande spessore si può lottare almeno per i playoff. Sperando che arrivi presto Ruggeri, non l'infausto arcivescovo della torre della fame (Ruggèri per la Treccani), ma il solidissimo imprenditore bergamasco innamorato dei colori nerazzurri.

Marco Barabotti

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