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Rebeldi, fischio d’inizio Koa Bosco - Dinamo 633

Rebeldi, fischio d’inizio Koa Bosco - Dinamo 633

La notte dormono nei container, il giorno raccolgono le arance in Calabria Parte oggi sul campo del Dlf la decima edizione del torneo antirazzista

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PISA. «Grazie grazie per essere venuti per aver rischiato per aver sopportato per essere rimasti per aver vinto. I sogni attraversano gli oceani» Questo il testo della targa che il Progetto Rebeldia consegnerà oggi sul campo del Dlf alla squadra dell'Asd Koa Bosco che inaugurerà giocando la prima partita con la storica squadra rebelde la Dinamo 633 la decima edizione del Mondiale Atirazzista.

Un gruppo di ragazzi provenienti dall'Africa subsahariana che di notte dorme nei container ammassati appena fuori Rosarno, in Calabria, di giorno si spacca la schiena raccogliendo arance e nel tempo libero... vince il campionato di terza categoria calabrese della Figc.

«Sì proprio la federazione - spiegano gli organizzatori dei Mondiali Rebeldi, - quella della serie A ma anche quella il cui presidente pochi mesi fa ironizzava con battute troglodite e razziste sui giocatori africani e le banane. Ma possiamo sperare che quelle frasi a loro non siano arrivate sono troppo occupati durante il giorno a lavorare sul serio. Sono arrivati in Italia scappando da guerre e miserie sparse per tutto il continente africano sui barconi o con altri mezzi di fortuna come tanti ogni giorno. Sono arrivati in una terra che profumava di zagara e di arancia e che invece ora puzza solo di rifiuti. Alcuni hanno ottenuto asilo politico- altri pochi permessi di soggiorno per motivi di lavoro. Hanno sopportato razzismo, freddo, sporcizia, anche gli spari prima della rivolta di Rosarno del 2010».

Poi un prete- don Roberto Meduri - una specie di don Milani del calcio - li ha messi insieme ha racimolato divise scarpe e palloni e ne ha fatto una squadra dilettantistica iscrivendola a un campionato della Figc. Naturalmente la loro vita non è cambiata: «Hanno continuato a spaccarsi la schiena per pochi spiccioli a dormire nelle tende tra i rifiuti a subire i cori razzisti la domenica e il razzismo di tutti i giorni dal lunedì al sabato. Sono arrivati come ultimi e sono arrivati primi promossi in seconda categoria come in un romanzo di Osvaldo Soriano. Le vittorie non gli hanno permesso di trovare uno sponsor che li sostenesse». La loro favola ha commosso il Guardian, Sky, e la Juventus.

Dunque nessuno meglio di loro avrebbe potuto dare il via alla decima edizione dei mondiali antirazzisti nei quali da dieci anni il Progetto Rebeldia coinvolge le realtà migranti locali da quelle storicamente più radicate e incluse nel tessuto cittadino (albanesi, senegalesi, tunisini, brasiliani, rumeni) a quelle meno legate a realtà nazionali e arrivate da poco (richiedenti asilo kurdi, maghrebini, macedoni) .

Antonio Scuglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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