Cristian Biancone prepara un futuro da pisano
Uscito pulito dal ciclone calcioscommesse, è in città da un mese e mezzo e vorrebbe rimanerci
PISA. Dopo Raimondi, Ipsaro, Cosma e molti altri ex nerazzurri, Cristian Biancone potrebbe essere il nuovo pisano d'adozione, voglioso di stabilirsi nella città che lo ha apprezzato nella squadra 2006-07, promossa in B e spesso citata come scomodo termine di paragone per il Pisa oggi.
Biancone, la vediamo spesso a Pisa: ha preso casa da noi?
«Ancora no, però sono qui da un mese e mezzo. C'è un progetto in ballo a Pisa: se va in porto faccio salire la famiglia».
Nel recente passato ha avuto qualche disavventura: la squalifica per calcio scommesse e l'arresto. Tutto risolto?
«Tutto risolto al 100%: sono stato assolto, dopo il polverone che era stato alzato su di me. Non sono andato neppure a giudizio. Io non ho neanche giocato la partita che avrei truccato (Juve Stabia - Sorrento 1-0, 2008-09, Biancone era tesserato per la squadra ospite, ndr)».
Nella sua permanenza a Pisa ha già visto all'opera i nerazzurri e il Tuttocuoio?
«Sì, entrambe. Il derby servirà poco a tutte e due. Conterà per un minimo di campanilismo e per chi vorrà conquistarsi la riconferma».
Il Tuttocuoio vincente sulla Lucchese contro un Pisa appannato come ad Ancona potrebbe strappare una storica vittoria all'Arena.
«Sarà una gara che servirà ai calciatori per la loro dignità e per mettersi in mostra in vista dell'anno prossimo. Chi vuole restare ha due partite per farlo capire. Mi dispiace per la società del Pisa, che ha investito parecchio».
Braglia ha rovinato il ricordo del 2007, mentre per voi giocatori di allora la gloria è stata amplificata a distanza di anni dal confronto con la squadra di quest'anno...
«Effettivamente non ho mai ricevuto tanti attestati di stima come ora, neppure l'anno in cui giocai a Pisa, anche perché vincemmo il 17 giugno e ci fu poco tempo per festeggiare».
Ma ha davvero un senso un paragone fra la serie C odierna e quella in cui giocava lei?
«Credo che allora il livello fosse molto più alto. Non ha senso un paragone fra le due squadre sotto il profilo della forza di volontà e dello spirito di gruppo: questo Pisa si è sgretolato pian piano dopo la sconfitta con l'Ascoli».
E Braglia?
«Sinceramente ho faticato a riconoscerlo. Non l'ho sentito direttamente e ho un ottimo ricordo di lui, ma da fuori non mi sembrava lui».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
