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Pisa, Amoroso prepara la sfida decisiva
Ad Ancona i nerazzurri si giocano tutto e sperano che gli avversari pensino anche... al derby con l’Ascoli
PISA. Il Pisa si allena a porte chiuse, un po’ per ritrovare tranquillità dopo le contestazioni e un po’ per pretattica, visto che la partita di domenica prossima è essenziale, l’ultimo snodo per decidere se le vacanze sono iniziate (con una solenne bocciatura) o se invece c’è il cuore necessario per riparare le insufficienze e meritarsi un finale di stagione potenzialmente glorioso.
LA REGGIANA. Perché crederci ancora? Perché lo chiedono la dignità professionale e la logica. I concorrenti principali, cioè quelli che ora sono al terzo posto, non sono per niente tranquilli del vantaggio di 4 punti. E’ vero che la Reggiana domenica ha un turno facile sulla carta, ma il San Marino, sfortunato contro il Grosseto, si sta giocando tutte le speranze di evitare la retrocessione diretta, e scenderà in campo col coltello fra i denti. Il sabato successivo la Reggiana giocherà a Lucca, contro i rossoneri che non vorranno congedarsi dal loro pubblico con una sconfitta. E nell’ultima giornata riceverà la Spal, avversario storico e potenziale concorrente. Quindi non è detto che faccia il pieno. Il guaio magari è che i punti da rimontare sulla Reggiana in realtà sono... quattro e mezzo perché i granata hanno una differenza reti di +20 e il Pisa di +12, e quindi, se si arrivasse a pari punti (il confronto diretto è pari: 0-0 e 1-1), sarebbero avvantaggiati gli emiliani.
Indipendentemente da questo, va da sé che il Pisa deve vincere sempre: anche qualora la Reggiana crollasse, la Spal (a pari punti oggi con i nerazzurri) ed eventualmente anche L’Aquila (un punto dietro) potrebbero invece fare il pieno.
ANCONA, C’E’ L’ASCOLI... E allora? Allora bisogna vincere ad Ancona, tirando fuori gli artigli, sfruttando anche il fatto che i biancorossi dorici hanno già messo nel mirino l’Ascoli per la partita successiva e forse non vorranno rischiare troppo contro il Pisa, anche sul piano disciplinare. Il pallone è fatto anche di motivazioni.
Per essere chiari: Ascoli-Ancona è un Livorno-Pisa o Fiorentina-Pisa, e per l’Ancona sarebbe bellissimo dare il massimo al “Del Duca” per certificare la non-promozione degli avversari.
Quindi Ancona-Pisa diventa fondamentale, e il Pisa ha le capacità tecniche per tentare un colpaccio che potrebbe cambiare gli equilibri del campionato. E poi, con Tuttocuoio e Forlì, si vedrà: a ogni giorno basta il suo affanno, non serve essere ansiosi per il futuro. Dopotutto, dall’avvento di Amoroso, l’unica partita deludente è stata quella con la Spal, per via di quattro errori tecnici nelle due azioni fondamentali e comunque contro un avversario che veniva da una clamorosa serie positiva (tuttora incorso).
TUTTI AL LAVORO. Quale Pisa contro l’Ancona? La squadra continua a lavorare in segreto, ma non ci sono indisponibili sicuri a parte Dicuonzo (stagione finita: ieri a causa di un equivoco gli avevamo abbreviato di molto la convalescenza, ma è stato un nostro errore del quale ci scusiamo) e forse Paci. Scalpita invece Rozzio, che potrebbe andare almeno in panchina, mentre a centrocampo Caponi dovrebbe contendere una maglia a Mandorlini - è possibile ma non certo che Iori torni titolare - e in attacco Arrighini è il maggior indiziato per fare il compare di Arma dopo la buona prestazione contro la Pistoiese. Il conto alla rovescia è iniziato.
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