Il Tirreno

Pisa

ricorrenzE a san rossore

Il “Camici” avvicina al “Pisa” Vinse con Ribot 60 anni fa

PISA. Il 125° premio “Pisa” che andrà in scena domenica 29 marzo si arricchisce di un elemento di particolare significato: saranno 60 anni dal successo di Ribot. Come tutti sanno il fantino di Ribot,...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il 125° premio “Pisa” che andrà in scena domenica 29 marzo si arricchisce di un elemento di particolare significato: saranno 60 anni dal successo di Ribot. Come tutti sanno il fantino di Ribot, quel giorno e in tutte le sedici vittoriose galoppate del grande campione, fu il pisano Enrico Camici al quale proprio domenica prossima sarà dedicata una delle corse di maggiore dotazione dell’intera riunione di corse a San Rossore. Camici era giunto a quella edizione del premio “Pisa”, nel 1955, che aveva già 43 anni essendo nato in via delle Lenze nel 1912. Un’età, dunque, nella quale la maggioranza dei fantini anche oggi ha già appeso il frustino al chiodo. Ma Camici era un uomo di grande rigore anche nella vita privata, un piccolo atleta dotato di forza fisica e morale.

La vittoria in sella a Ribot nell’edizione del 1955 rappresentò anche il rientro della razza Dormello Olgiata nello svernamento a Barbaricina e a San Rossore che per qualche anno aveva abbandonato. E infatti, dopo quel successo, Camici e i cavalli di Dormello vinceranno altre quattro edizioni, una dietro l’altra, della corsa: con Barbara Sirani, Carboncina, Grigoresco e De Voos. Lo ritroveremo ancora vincitore del premio “Pisa” nel 1965, in sella a Rieti della scuderia Autrora, quando, a 53 anni, aveva ormai concluso il suo rapporto di lavoro con la giubba rossocrociata. Appeso il frustino al chiodo dopo aver disputato 16.575 corse vincendone 4100), Camici vincerà ancora il premio “Pisa”, ma da allenatore, sellando nel 1984 Sinio, della scuderia Gabriella.

Il premio “Pisa” del 1955, del quale quest’anno ricorre anche il 60° anniversario del successo di Ribot, si disputò il 6 marzo, ultima giornata di corse di una riunione che ne previde soltanto cinque. Contro Ribot, che aveva come alleata Donata Veneziana, la Razza del Soldo, forte dei quattro successi ottenuti nell’immediato dopoguerra con il training di Federico Regoli, schierò Jafet e Chadina. Ma non ci fu storia. E dopo quel successo ottenuto sui 1500 metri del “Pisa”, Ribot e Camici passarono un mese dopo alla vittoria del premio “Emanuele Filiberto”. Disinvoltamente, sulla maggiore distanza dei 2000 metri. Alla fine della carriera, sempre con il fido Camici in sella, le sue corse da imbattuto saranno sedici. Tra le quali i prestigiosi traguardi delle “King George” ad Ascot e delle due edizioni (1955 e 1956) dell’Arc de Triomphe.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani