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Pisa

I nerazzurri sbattono contro un muro di legno

I nerazzurri sbattono contro un muro di legno

Reggiana salvata da due traverse, il Pisa cala alla distanza

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PISA. Due traverse in un quarto d’ora, poi un assalto generoso ma con insufficienti energie, e la gioia del gol, arrivato all’86’, è durata giusto il tempo di vedere il signor Stefano Pizzagalli di Pesaro, primo assistente, alzare la bandierina per segnalare un fuorigioco. Sfuma così, davanti a un pubblico caldissimo (ma anche sotto un sole cocente), la possibilità per il Pisa di dare concretezza alla prima fuga stagionale, anche se il Pontedera ha perso e non è detto che l’Ascoli, in campo oggi alle 16 a Ferrara, espugni il “Mazza” e raggiunga Morrone e soci in vetta.

Parola di mister. La Reggiana è arrivata all’Arena con un fiero proposito, e lo ha raggiunto. Il pari le bastava, eccome. Non ne fa mistero il tecnico Alberto Colombo: «E’ stato un punto d'oro contro la squadra più forte della LegaPro. Nel primo quarto d'ora la mia squadra, con molti giovani, ha pagato un po’ l'impatto molto caldo con l'ambiente di Pisa. Molto brava la squadra in fase difensiva e non solo i ragazzi della difesa. Sono molto contento della prestazione, ordinata e con carattere». Il 4-3-3 della Reggiana era in realtà un 4-5-1, con un mediano centrale davanti alla difesa, Andrea Parola, che per due ore ha clamorosamente dimenticato di essere pisano ed ex nerazzurro, sfoderando una prestazione da categoria superiore. Dall’altra parte Braglia ammette: «Noi eravamo poco brillanti, abbiamo attaccato poco la profondità e gli esterni hanno fatto fatica, anche se poi siamo stati sfortunati sulla traversa presa da Misuraca. Dobbiamo prendere quello che viene dal campo, io non ho mai pensato che avremmo ammazzato il campionato o che fosse una cosa semplice, la Lega Pro sarà un annata di sofferenza e difficoltà: sono altri che pensano che in base ai nomi si possa far di più, quando si gioca male si diventa come gli altri».

Chi ben inizia è (solo) a metà dell’opera. Entrambe le squadre avevano le gambe pesanti per le due partite giocate nell’ultima settimana, ma anche i bambini sanno che, a parità di stanchezza, è sempre favorito chi si difende. Il Pisa sapeva di non avere nelle gambe 90’ di arrembaggio, e ha provato a chiuderla subito. Ma è stato sfortunato quando al 7’ Misuraca, liberato di testa da Iori davanti a Feola ha preso la mira e ha sparato contro la traversa una specie di rigore in movimento. E ancora al 17’ quando Giovinco, direttamente su una punizione da sinistra (quasi dal fondo) ha superato il portiere ma ha visto la traversa respingere anche il suo tiro. A quel punto la Reggiana si è riscossa, ha preso le misure al Pisa e ha limitato gli esterni del 3-5-2 nerazzurro raddoppiando sempre su Pellegrini da un lato e mettendo paura a Napoli con l’ex nerazzurro Tremolada dall’altro.

Osare o non osare? Poche le iniziative ospiti nel primo tempo, nessuna nella ripresa. Al 35’ però un brivido c’è stato: punizione di Angiulli centrale respinta con i pugni da Pelagotti, mischia e alal fine Morrone risolveva tutto spazzando in corner, ma con la palla che sfilava un po’ troppo vicina al palo. Poco prima Feola era dovuto uscire di testa ai 20 metri per anticipare Arma lanciato in profondità da Napoli. Nella ripresa era chiaro che doveva cambiare qualcosa: uomini o modulo? Quando Braglia ha mandato a scaldarsi l’attaccante Stanco, molti (anche noi) speravano che sarebbe entrato al posto di un centrocampista, per osare con un 3-4-3 a trazione offensiva. Il tecnico però, evidentemente, ha valutato che la condizione fisica generale della squadra non era talmente brillante da reggere il peso di questo cambiamento, e ha fatto una scelta conservativa togliendo dalla mischia Giovinco.

Il doppio centravanti. Si è quindi andati avanti con i lanci lunghi per i due corazzieri; troppa distanza fra i centrocampisti e gli attaccanti, e i lanci lunghi del resto della squadra non sono quelli di Iori, l’unico col telecomando. La Reggiana quindi ha retto bene il colpo, rischiando grosso solo al 23’ (uscita alta di Feola per togliere la palla dai capelli di Arma) e soprattutto al 41’: cross da destra di Iori su punizione e sponda di testa di Arma dal secondo palo, stavolta Misuraca arpionava bene in area e trafiggeva il portiere avversario, ma il guardalinee vedeva un fuorigioco in partenza del centravanti autore dell’assist aereo. Aveva ragione? Aveva torto? Conta poco, il guardalinee deve decidere in un attimo e non dispone di replay. La mancata vittoria è un peccato per un pubblico generoso, ma il Pisa non ha fatto abbastanza per mettere a segno il colpo del ko; può consolarsi per ora con una fase difensiva che sta migliorando, e col primo posto, che dopotutto non fa mai male...

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