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Braglia a sorpresa: il “suo” 3-4-3 ora è un’opzione e non un dogma
PISA. Il Pisa di Braglia, brillante fin dalle prime uscite, è quello che non ti aspetti: in soffitta, per il momento, il 3-4-3 che è sempre stato il marchio di fabbrica del tecnico grossetano,...
PISA. Il Pisa di Braglia, brillante fin dalle prime uscite, è quello che non ti aspetti: in soffitta, per il momento, il 3-4-3 che è sempre stato il marchio di fabbrica del tecnico grossetano, almeno in terza serie. Un Pisa quasi alla Pagliari, ma assai più efficace in fase offensiva, grazie alla farina pescata dal sacco dell'eroe di Pisa-Monza, ma soprattutto alla maggiore qualità degli interpreti.
Largo ai confermati. Il passaggio al 4-4-2 sembra dettato soprattutto dalle esigenze dei giocatori ereditati dalla scorsa stagione: un modulo che ha regalato una maglia da titolare a Giovinco e offerto una chance prima a Napoli e poi a Pellegrini nella posizione di ala destra. Napoli è tornato allo stesso ruolo che interpretava ai tempi di Pagliari, spesso come quinto difensore ma pronto a proiettarsi in avanti. L'ex pratese, libero dall'assillo del gol, è più preciso sotto porta.
Acquisti in naftalina. Il cambio di modulo inevitabilmente ha danneggiato qualcuno. Sini sarebbe stato titolare in una difesa a 3, mentre Mandorlini avrebbe avuto il posto assicurato nel terzetto di centrocampo del 4-3-3. Due giocatori che per ora si accontentano delle briciole, ma che Braglia non trascura, gettandoli sempre nella mischia. Impiego nel secondo tempo per Finocchio, più convincente rispetto al talento Frediani. Gyasi, Misuraca, Coccolo e Benedini attendono il proprio turno.
Il precedente. Anche nel 2006-07 Braglia passò al 4-4-2 per sfruttare al meglio i giocatori che aveva già in casa: niente tridente, per fare spazio a Baggio accanto a Biancone al centro dell'attacco. Solo l'infortunio del fratello d'arte fece tornare i nerazzurri al 3-4-3, che li condusse alla promozione.
La variabile Giovinco. A parità di schema, Giovinco sembra sbocciato a distanza di 12 mesi. Il fantasista piemontese, a secco di gol per gran parte della scorsa stagione e poco prolifico anche nel precampionato 2013-14, ora segna con regolarità, regalando al Pisa l'imprevista qualificazione ai danni del Carpi. Al di là delle formule matematiche, adesso l'ex viareggino ha meno vincoli tattici e più fiducia: "Braglia - ha dichiarato il numero 10 - mi ha dato la libertà di fare ciò che voglio, come succedeva a Viareggio, e sono nel contesto in cui mi trovo a mio agio".
Qualità a centrocampo. A rinverdire i fasti del 4-4-2 sono soprattutto i due senatori del centrocampo. Senza mancare di rispetto a nessuno, evidente il salto di qualità dall'accoppiata Mingazzini-Favasuli al duo Morrone-Iori. "Iori ha una visione di gioco straordinaria", ha dichiarato ancora Giovinco, confermando i pareri entusiastici dei cinquemila tifosi accorsi all'Arena.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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