Il Tirreno

Pisa

Pisa: Iori già un pilastro, Costa la sorpresa

Pisa: Iori già un pilastro, Costa la sorpresa

Prime impressioni sui nuovi giocatori dopo l’amichevole di Fiumalbo. Buone prove anche di Mandorlini, Finocchio e Stanco

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Buona la prima per la squadra nerazzurra. I dodici gol segnati alla Veloce contano il giusto, ma Piero Braglia voleva vedere oltre. Anche i tifosi volevano iniziare a scoprire soprattutto i nuovi acquisti. Non è il caso di fare pagelle dopo un’amichevole di questo tipo, però cominciano ad emergere le caratteristiche dei singoli. Facciamo allora un piccolo ritratto giocatore per giocatore.

Moschin: il giovane portiere arrivato dal Chievo appare fisicamente più massiccio rispetto al longilineo Provedel. Per il resto il giudizio deve essere rinviato, visto che gli attaccanti avversari non lo hanno praticamente disturbato.

Pelagotti: il discorso è un po’ diverso per l’ex portiere empolese, che è stato più impegnato dai compagni quando è passato tra i pali della Veloce. Atleticamente ben piazzato, sembra portato a giocare il pallone anche con i piedi.

Dicuonzo: roccioso, il fedelissimo di Braglia dai tempi della Juve Stabia. Può ricoprire più posizioni nella retroguardia e dunque la sua utilità già spicca. L’allenatore lo ha richiamato per mettere più velocemente in azione Pellegrini che gli giocava davanti sulla fascia destra.

Costa: una sorpresa il terzino arrivato dalla Primavera del Chievo. Spinge molto, si propone e crossa in modo pulito. Può diventare un titolare più velocemente del previsto.

Sini: grintoso, si è fatto subito sentire nell’assetto della difesa. E nemmeno ha esitato ad entrare sugli avversari in maniera decisa.

Finocchio: un altro che si è messo in evidenza un po’ a sorpresa. Partito a destra, ha svaria molto, buona tecnica. Cerca soprattutto lo scambio con i compagni di reparto. Tra i più in forma. Un appunto: forse si è visto poco al tiro.

Morrone: il giocatore si conosce, in campo dà l’esempio, non a caso è già capitano. Si è messo al servizio della tecnica di Iori.

Iori: ha già preso in mano le chiavi del centrocampo. L’asse con Morrone è un caposaldo della nuova squadra. Sono quelli che, quando devono, non esitano a riprendere e consigliare i compagni. Rigorista.

Frediani: tecnica sopraffina, salta l’uomo con naturalezza come aveva dimostrato con L’Aquila. Braglia lo ha sollecitato più volte a passare il pallone.

Stanco: ha messo a segno un poker di gol, a dimostrazione che è arrivato dal Modena sicuramente motivato. Molto alto, è anche abbastanza agile. Si è posto come punto di riferimento per il gioco offensivo. Il primo gol è arrivato dopo diversi tentativi, impatto immediato sulla partita.

Coccolo: un mediano che può giocare sia centrale che sulla fascia. Uno di quelli che deve crescere, d’altra parte arriva dal campionato Primavera (Torino).

Mandorlini: capitano nel secondo tempo, e questo dice già qualcosa. Aperture di gioco notevoli. Difficile che faccia la riserva, Braglia dovrà trovare una soluzione per prevedere anche il suo impiego con Morrone e Iori.

Misuraca: come previsto, ha fatto l’interno e non l’attaccante. Il tecnico lo vede soprattutto come centrocampista. Ha visione di gioco.

Gyasi: come Coccolo, va rivisto per constatarne i progressi. Anche se alcuni spunti non sono mancati.

Daniele Benvenuti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera