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Pisa

Direttori e tecnici tanti incroci con la “Viola”

PISA. A dispetto di una rivalità che affonda le sue radici nella storia e che si rinnova nelle questioni di attualità relative al destino del nostro aeroporto, un dato di fatto è indiscutibile: Pisa...

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PISA. A dispetto di una rivalità che affonda le sue radici nella storia e che si rinnova nelle questioni di attualità relative al destino del nostro aeroporto, un dato di fatto è indiscutibile: Pisa affida ormai da anni ai fiorentini (con o senza le virgolette) le proprie speranze di gloria nel calcio e proprio adesso rinnova le ambizioni con due personaggi che, per motivi diversi, provengono dal capoluogo regionale. Pino Vitale è gigliato di nascita, ha militato nella Rondinella (seconda squadra di Firenze) e diretto con successo l'Empoli, mentre Piero Braglia ha esordito in A in maglia viola con il pallone fra i piedi. Di fatto la medesima situazione dello scorso anno: il fiorentino (di Empoli) Fabrizio Lucchesi in dirigenza e l'ex viola (come del resto anche Lucchesi) Dino Pagliari, attaccante a Firenze. Una coppia scoppiata (per la seconda volta) poco prima di Natale. L'accesso ai playoff, manco a dirlo, è stato garantito da un altro allenatore della stessa provenienza: Leonardo Menichini, cresciuto da calciatore nella città di Dante. Anche Alessandro Pane ha legato le sue fortune di giocatore alla medesima provincia e in particolare ai colori dell'Empoli. Dino Pagliari è subentrato per la prima a volta a Pisa nel 2010-11, sostituendo Leonardo Semplici, fiorentino di nascita, ex difensore della Rondinella e ultimamente profeta in patria come tecnico della Primavera viola. Simili i natali di Paolo Indiani, primo trainer post fallimento, venuto alla luce in quel di Certaldo e con un passato alla Rondinella. Fra i direttori il primo venuto "da lontano" è stato Oreste Cinquini, con trascorsi nella città del Giglio. Negli ultimi anni l'unica eccezione tecnico-dirigenziale non fiorentina (a parte la parentesi-Cozza) è stata rappresentata dal binomio Minguzzi-Cuoghi.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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