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Pisa

Mondiale Rebelde: un calcio al pallone e uno al razzismo

Antonio Scuglia
Mondiale Rebelde: un calcio al pallone e uno al razzismo

La nona edizione si gioca all’Arci Pisanello. In campo 20 squadre cittadine e delle comunità straniere

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PISA. Parte domenica 8 all’Arci Pisanello (a Oratoio, in via Marsala) la nona edizione del Mondiale Rebelde, il campionato antirazzista organizzato dal Progetto Rebeldìa con la collaborazione tecnica della Uisp.

Il campionato, che è ormai giunto alla nona edizione, vedrà partecipare ben 20 squadre, con un'ampia rappresentanza delle comunità straniere di Pisa (Marocco, Kosovo, Romania, Senegal, Macedonia, Albania, Tunisia, ecc.). Il Mondiale Rebelde è un'iniziativa concreta per respingere i pregiudizi e avvicinare cittadini di nazionalità diverse in nome del reciproco rispetto e della curiosità per le differenze culturali.

Malgrado la grande passione per il calcio, gli organizzatori del Mondiale Rebelde desiderano marcare la differenza politica, culturale e valoriale dalla competizione internazionale. I Mondiali Rebeldi rimangono un'iniziativa per chi ama il calcio, ma soprattutto per chi pensa che il calcio possa essere uno strumento per avvicinare e mettere in relazione culture diverse.

Il Mondiale antirazzista durerà tre settimane (dall'8 al 29 giugno). Domenica 8, a partire dalle 17.30 e sempre presso il Circolo Arci Pisanello, si svolgeranno le prime partite del torneo. Si inizierà con la partita dei bambini e bambine con il coinvolgimento della comunità Rom della Bigattiera, protagonista recentemente di una manifestazione molto partecipata per chiedere il rispetto del diritto allo studio dei minori che vivono al campo.

Seguiranno poi le prime partite del girone che ospita la squadra detentrice del titolo. La giornata si concluderà con una cena sociale, sempre presso il circolo di Pisanello con un menù a base di pietanze greche e turche.

Un premio speciale, com'è successo fin dall'edizione precedente, verrà consegnato alla memoria di Paolo Balducci, storico presidente del circolo di Pisanello che ci ha lasciato da più di un anno. Paolo è stato tra le persone che più hanno creduto nel progetto del mondiale rebelde, per il suo forte messaggio antirazzista e di inclusione.

Anche grazie al suo impegno il mondiale è ormai una solida realtà.

Il Mondiale rebelde così come tutte le attività sociali, culturali e di servizio per la città svolte dal Progetto Rebeldìa avevano trovato spazio nel recupero dell'Ex-distretto militare di Via Giordano Bruno e sono ancora senza una sede.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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