Sempre più convincente Cia in versione mezzala
Il fantasista ha conquistato un posto da titolare in un ruolo diverso dal solito Come è cambiato il centrocampo con le ultime novità introdotte da Cozza
PISA. In assenza di un regista, Francesco Cozza fa di necessità virtù cercando di sfruttare al meglio i suoi cursori. Confermata e di successo la novità di Cia mezzala sinistra, mentre Parfait, dal suo arrivo a gennaio, svolge le medesime mansioni a destra. Secondo i dettami di un centrocampo a tre, a turno i due interni si spingono in avanti, di fatto formando una sorta di quartetto offensivo, con Mannini, Napoli e Arma.
Da Genevier in poi. Dal secondo addio del “francesino” (giugno 2012) il Pisa non ha più avuto un classico regista, salvo l’impiego saltuario del giovanissimo Barberis durante la scorsa stagione. Mingazzini è il perno davanti alla difesa, ma per sua natura è più portato a distruggere che a costruire. Sicuramente rispetto ai tempi di Pagliari, il Pisa gioca di più palla a terra, ma non ha gli uomini giusti per imbastire una fitta trama di passaggi. Ecco allora che il centrocampo diventa l’habitat di attaccanti aggiunti, soprattutto Cia. Nel secondo tempo di Pagani, con l’ingresso di Forte al posto di Parfait, Mannini è diventato il “Cia di destra”, fino all’uscita di Napoli.
Cozza come Ventura. Anche il tecnico genovese, nei suoi ultimi mesi a Pisa (2008-09), varò un centrocampo atipico a 3, con Degano e D’Anna (di mestiere ali) come mezzali. Cuoghi invece non esitò ad impiegare in quel ruolo fantasisti come Chiesa, Ilari e Porro, mentre Pane ci metteva Rizzo.
La variabile Sampietro. E’ stato l’ex doriano a completare il terzetto mediano negli ultimi 20’, cercando sia di tamponare sia di dirigere. Ha raccolto presenze ininterrottamente nelle prime 18 partite. Con Cozza le apparizioni si sono diradate: a Sampietro sono toccate le prime 2 sfide vissute interamente in panca (con Catanzaro e L’Aquila), appena 2 incontri da titolare (a Frosinone e a Nocera) e soltanto spezzoni nelle ultime 3 giornate (75’ in tutto, più i recuperi), oltre che contro il Barletta. Il drastico ridimensionamento, cominciato a dicembre, complice la ricomposizione del tandem di anziani Mingazzini-Favasuli, non ha giovato mentalmente e fisicamente al talento genovese, apparso meno pimpante ed intraprendente rispetto ai primi mesi. Il recupero di un giocatore giovane ma già rodato in categoria, accanto a quelli di Cia e, magari di Giovinco e degli under Bollino e Forte, potrebbe rappresentare l’arma segreta del Pisa nel caldo dei playoff.
Massimo Berutto
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