Il Tirreno

Pisa

Gli ultras tirano le orecchie a Battini

di Massimo Berutto
Gli ultras tirano le orecchie a Battini

Una bella cornice all’Arena ricorda mister Benedetti e i tifosi Mau e Skrondo

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Finalmente una bella domenica di sport, con due tifoserie accese ma corrette e due squadre che si sono fronteggiate giocando a calcio, fra clamorosi errori e spunti di classe. Nel giorno in cui il Pisa ha scelto di rimanere parzialmente in silenzio, a fare la voce grossa è stata l’Arena Garibaldi, in tutti i settori, anche quello ospite. La gara era iniziata con un velo di tristezza, in un minuto di raccoglimento dedicato a Corrado Benedetti, doppio ex indimenticato su ambo le sponde. Il primo striscione della Curva Nord riassume la posizione degli ultrà maturata dopo l’incontro chiarificatore con il presidente Battini, a proposito delle trattative per la cessione della società: “4 milioni di ragioni per restare voi da soli. Meritiamo di più”, con la “s” sostituita dal simbolo del dollaro. Chiara l’allusione ai 4 milioni di euro che sarebbero stati richiesti da Carlo Battini agli eventuali acquirenti. Grande il rispetto fra le due tifoserie, per nulla intaccato dalla vicenda Covarelli (che preferì al Pisa la squadra della sua città, condotta poi al fallimento) e neppure dalla rivalità sportiva accesa dalle ultime sfide, quasi tutte a favore dei nerazzurri, beffardi nell’interrompere puntualmente prepotenti cavalcate dei grifoni. Anche il pubblico umbro ha partecipato al ricordo di Maurizio Alberti a quindici anni dalla scomparsa, con uno striscione breve ma intenso: “Mau Siempre”, applauditissimo da tutto lo stadio. Da parte sua la Curva Nord pisana ha onorato l’ultrà biancorosso Andrea Vinti, soprannominato “Skrondo”, ucciso da un infarto a 35 anni il 28 ottobre 2008 mentre era in vacanza in Brasile. “Con o senza la tessera – recitava il lenzuolo - lo Skrondo è siempre lo Skrondo”. Il cuore, palpitante e generoso verso i colori delle proprie squadre ma tragicamente debole, è il tratto comune che unisce due vite strappate troppo presto ai loro cari.

Dello striscione indirizzato a Matteo Renzi (“Renzi la prossima volta atterra a Peretola con l’aereo della Barbie”) riferiamo ampiamente nelle pagine di cronaca. Abbiamo detto della diversità di valutazioni fra tifoseria e società. La partita e la squadra sono però tutto un altro discorso. Dopo il franco confronto con Cozza e i suoi ragazzi, il pubblico ha garantito il proprio apporto sonoro, esaltandosi dopo lo scoppiettante primo quarto d’ora rossocrociato. Grande sensibilità nel percepire il momento di maggiore difficoltà, subito dopo l’inaspettato gol perugino, alzando i decibel per spronare i nerazzurri all’ultimo, decisivo, sforzo e tributando un meritato bagno di folla finale al termine di una prova gagliarda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino