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Bellazzini, l’avversario della porta accanto

Bellazzini, l’avversario della porta accanto

Pisano di nascita e cresciuto nella Freccia, finora è stato rallentato dai problemi muscolari

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PISA. Un pisano di nascita, leccese per professione, si è riaffacciato nella prima squadra giallorossa proprio nella settimana della sfida con la formazione della propria città.

Un graduale ritorno alla normalità per Tommaso Bellazzini, che però ha continuato ad allenarsi a parte insieme ai brasiliani Sacilotto (ex svincolato, sogno settembrino di Fabrizio Lucchesi) e Ferreira Pinto (vecchio pallino di Covarelli).

Tre nomi che bastano per capire di quali giocatori mister Lerda disponga o a quali possa rinunciare.

Bellazzini non gioca dalla trasferta di Pagani dello scorso 13 ottobre, curiosamente lo stesso giorno dell'ultimo gol di Arma.

Era anche la domenica del primo successo salentino in campionato, dopo 5 sconfitte ed un pari, ma l'ex promessa della Fiorentina (quando Lucchesi era dirigente viola) abbandonò il campo dopo 4' per problemi muscolari, che hanno continuato a tormentarlo negli ultimi 2 mesi.

Magro il bilancio (circa 500' senza gol) dopo la scelta estiva di ripartire dalla Lega Pro al termine di tre stagioni poco fortunate in serie B a Cittadella e, per sei mesi, al Vicenza.

Un abboccamento con il Pisa ci fu nel gennaio 2012, ma allora neppure il facoltoso Spezia riuscì a far scendere di categoria il giovane classe 1987 cresciuto nella nostra città a due passi dal Tribunale.

«Avrei preferito meno chiacchiere e una proposta concreta», ci confessò in un'intervista lo stesso Bellazzini, che davanti alla prospettiva della maglia nerazzurra avrebbe potuto vacillare.

Il talentuoso esterno, sbocciato nella Freccia Azzurra, dopo le 10 realizzate all'esordio in B nel Cittadella (2009-10), era finito nel mirino di alcune società di serie A (anche del Livorno), ma poi, costretto a rimanere in Veneto, non è più riuscito a ripetersi ai medesimi livelli.

In estate il ritorno in C1 (da dove aveva spiccato il volo con la casacca della Pistoiese) nonostante la corte di alcuni team cadetti, Latina compreso. Determinante, almeno in parte, la presenza di un collega come Fabrizio Miccoli: «Spesso mi hanno chiesto qual è il calciatore più forte con cui ho giocato- dichiarò nella conferenza stampa di presentazione in Salento -. Sino a qualche settimana fa dovevo starci un po’ su a pensare, d’ora in avanti non avrò più dubbi».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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