Il presidio
Per Pagliari escludere i vip non è una grande novità
A Prato Mingazzini si è seduto per la prima volta in panchina da quando veste il nerazzurro, ma il tecnico usa spesso bastone e carota con i suoi giocatori
PISA. Indubbiamente hanno fatto rumore le esclusioni eccellenti decise da Pagliari per il match di Prato. Ad evidenziarle è però soprattutto il clima polemico delle ultime settimane, perché non è la prima volta che il trainer maceratese relega sugli spalti qualche big della squadra per poi rilanciarlo a distanza di una o due giornate. Con Pagliari è sempre possibile anche il percorso inverso.
In stand-by. Effettivamente mai Mingazzini si era seduto in panchina da quando gioca nel Pisa. L’ultima volta tra le riserve in una gara di campionato risale al 28 aprile 2012 quando, nel match vinto dalla Nocerina (squadra del centrocampista) a Vicenza, il mediano subentrò al minuto 88. Ma allora era in serie B. Una partita per intero tra le riserve si registrò il 3 marzo dello stesso anno, in Juve Stabia-Nocerina 2-2. Più o meno in quel periodo l’ultima domenica di Giuseppe Giovinco tra i distinti per scelta tecnica, ai tempi della Carrarese. A Viareggio estromissioni solo per forza maggiore.
Dalla tribuna al campo. A Prato uno stop per Mingazzini e Giovinco, proprio nello stesso luogo dove pochi mesi fa fu prepotentemente rilanciato Francesco Colombini. Al difensore di Calci il ritorno di Pagliari riservò una domenica interamente in panca e due di fila in tribuna, da dove venne proiettato direttamente sul terreno di gioco nella sfida dello stadio Lungobisenzio, rimanendo titolare fino alla fine della stagione, salvo l’ininfluente sfida di Avellino. Rileggendo la lista delle riserve di Pisa-Frosinone, match del secondo esordio del mister marchigiano, si trovano, oltre a Colombini, Rizzo, Barberis, Perez, Rozzio e Sbraga, tutti futuri protagonisti nei playoff. Il rientro di Buscè avvenne partendo da tredicesimo, nella gara di Sorrento. Tornando indietro nel tempo, non si può non ricordare Iacopo Fanucchi, bomber del primo Pisa di Pagliari (2010-11) dopo un mese di minuti con il contagocce. E Audel, in tribuna per 6 mesi e poi titolare subito dopo l’estate 2011. Senza dimenticare la stretta attualità: la riproposizione di Cia dopo 3 miseri spezzoni nelle precedenti 7 partite.
Dal campo a fuori. Sempre in Pisa-Frosinone, Benedetti, Carini, Fondi e Pedrelli furono fra i prescelti, ma presto finirono nelle retrovie. Panca anche per Tulli e per Carparelli, nell’ultima sfortunata fase della prima gestione Pagliari (gennaio 2012). L’anno prima Pagliari diede a Manolo Mosciaro 3 chance dal 1’, ma poi di fatto l’attaccante nerazzurro concluse il campionato con 5 turni di anticipo.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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