Pisa: Rozzio ce la fa, Pellegrini in dubbio
Vicino l’accordo con Morosini. Verso il derby di Prato, il doppio ex Porro si laurea: «Avrei voluto Pagliari come allenatore»
PISA. Pisa e Prato, forti di un ottimo inizio di stagione, non avrebbero bisogno di un avvocato difensore. Eppure da oggi ne hanno almeno uno nascosto tra i tanti doppi ex. Contattiamo Gianluca Porro il giorno prima di discutere la tesi in giurisprudenza sul diritto sportivo, al termine di un percorso di studi portato avanti in parallelo ad una buona carriera calcistica, che ha fatto tappa prima lungo il Bisenzio (nel 2002-03) e poi sulle sponde dell’Arno (subito dopo il fallimento del 2009), con l’apice toccato in gioventù nell’Empoli di Fabrizio Lucchesi.
Gianluca, diventerai un procuratore?
«In realtà ho appena aperto una scuola calcio. Sono in contatto con Gabriel Raimondi: mi sto confrontando con lui e gli ho dato una mano per superare l’esame da procuratore».
Torniamo indietro di 11 anni: cominciasti la stagione 2002-03 nel Prato...
«Già allora l’allenatore era Vincenzo Esposito. Una persona stratosferica, squisita e un allenatore preparato. Non è un caso se per diversi anni ha lavorato con i giovani dell’Inter».
Faceste realizzare 20 gol a Gasparetto...
«Quell’anno a Mirco bastava toccare il pallone per segnare».
Lasciasti la città laniera a gennaio 2003: come mai?
«Una scelta di cuore. Giorgio Roselli, che mi aveva fatto esordire, mi chiese di tornare al Varese, che era penultimo. Il Prato invece era quarto, non potei dire di no».
In azzurro c’è ancora un tuo ex compagno: Giuliano Lamma...
«Un centrale difensivo, romanaccio e tosto. Ricordo un giovanissimo Diamanti, già fortissimo, che non giocava perché era un po’ una testa matta».
Nel tuo secondo anno a Pisa hai incrociato Pagliari, pur senza disputare neppure una partita per infortunio...
«E’ un grande motivo di rammarico: è il tipo di allenatore che fa per me. Uno che tiene alta la soglia dell’attenzione. Il suo 4-4-2 è semplice, senza particolari varianti, ma con dettami molto precisi. E quelli devono essere, perché così si vince. Mi ricorda Braglia: uno con cui puoi litigare, ma che ti tira fuori il massimo».
Che gara ti aspetti allo stadio Lungobisenzio?
«Molto equilibrata. Il Prato sta andando oltre le aspettative, dunque mi aspetto un piccolo calo. Invece il Pisa ha la forza per mantenere lo slancio. Ho letto sui giornali l’ultima uscita Pagliari, può darsi che l’intenzione fosse di dare una scossa in un momento positivo perché stava avvertendo un piccolo calo».
Nei quartieri alti l’allenatore che ti portò a Pisa: Paolo Indiani. Come giudichi il suo Pontedera?
«Per me non è una sorpresa. Indiani è un grande allenatore se ha la possibilità di lavorare in serenità. Avrebbe ottenuto la promozione anche a Pisa».
La squadra al lavoro. Ieri mattina per i nerazzurri esercitazioni tecnico-tattiche e partitelle su campo ridotto ed a ranghi contrapposti, infine calci piazzati. Ultimo allenamento stamani all’Arena, poi lo staff tecnico nerazzurro diramerà la lista dei convocati. Tra questi non ci sarà sicuramente Rocco Sabato; recupera invece Rozzio, mentre per Pellegrini solo oggi sarà sciolta la riserva. Intanto continuano i colloqui per portare in nerazzurro il centrocampista Morosini: oggi, alla vigilia della partita, il club non ha intenzione di stringere su questioni di mercato, ma già martedì l’ex ascolano potrebbe diventare un giocatore del Pisa.
Il Pisa alla radio. Alle ore 12 appuntamento con “Domani si Gioca” su Radio Incontro (FM 107.75 e in streaming su www.incontro.it) in collaborazione con la redazione del portale TuttoPisa.it.
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