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La curva nerazzurra attacca la Tessera

La curva nerazzurra attacca la Tessera

Gli ultrà: avete visto a che cosa servono le liste dei “buoni” e dei “cattivi”?

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PISA. Tessera del tifoso, polveroni, partite vietate: all’Arena e sui siti dei supporter nerazzurri ieri si è molto parlato di questo, dopo che i gruppi della Curva Nord sono intervenuti ieri sulla farsa di Salernitana-Nocerina e le ultime vicende mediatiche. «L'Italia - spiegano - è il paese dell'isteria, dei provvedimenti "emotivi", dei grandi dibattiti e processi mediatici, e delle questioni sul nulla. Di questo "danno" irreparabile all'immagine della Lega Pro (brillante di luce propria, nei giorni "normali", per continui fallimenti, penalizzazioni, e partite vendute) resta un fatto grave su cui ovviamente non è intervenuto nessuno se non di parte. Il fatto è l'oggetto originario del contendere: la trasferta è stata vietata anche ai possessori della Tessera del Tifoso. E' su questo che si dovrebbe ragionare».

La Tessera, ricordano gli ultrà nerazzurri, « non è piovuta in una situazione primitiva e incontrollabile per mettere a regime il caos primordiale di morti e feriti. Al momento della sua introduzione c'erano già i tornelli e i biglietti nominali, c'era il presentarsi alle porte dello stadio togliendosi berretto e occhiali per farsi riprendere, c'erano i divieti per tamburi, striscioni di gruppi e annessi e connessi, c'era già l'Osservatorio che il giovedì si riuniva e decideva chi poteva andare in trasfera. La Tessera è stata introdotta come mossa ultima e definitiva».

Doveva servire «come estremo lasciapassare per seguire la propria squadra ovunque da fidelizzato e così non è: Livorno-Pisa, Fiorentina-Pisa, Verona-Pisa, se lo Stato decide "trasferta vietata", si rimane a casa. Zitti e mosca. Questo, oltre a smascherare bene il totale (e incostituzionale) controllo statale sugli spostamenti e le mosse di un singolo cittadino, rende un po' meno difendibile chi la Tessera l'ha a sua volta difesa e le tifoserie, o i singoli gruppi, che hanno accettato supinamente di sottoscriverla. Perché l'argomento "per stare comunque vicino alla squadra" cade immediatamente proprio su questo aspetto: Tessera o non Tessera, stai vicino alla squadra se allo Stato gli va bene, al di là dei tuoi meriti o demeriti e dei comportamenti».

Era meglio «che tutti i tifosi abbracciassero in partenza la protesta contro questo andazzo, e non la liquidassero solo come la solita "menata" degli ultras che "vogliono sempre fare come gli pare e pensano più ai gruppi che alla squadra", precipitandosi a iscriversi alle liste dei "buoni" senza se e senza ma. Salvo poi applaudire a scena aperta la coreografia play-off dei "ghettizzati" o invocarne il tifo, che altrimenti non canta nessuno». (a.sc.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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