New York: maratona rossocrociata Meucci da record
Daniele decimo assoluto e primo degli italiani in 2h12:03 Fra i partecipanti c’era anche Michele Passarelli Lio
PISA. C’è anche un po’ di Pisa nella Maratona di New York. Poco ma buono, anzi ottimo.
Nella gara maschile, vinta dal keniano Goeffrey Mutai - leader dell'edizione 2011 quando stabilì anche il primato della corsa - che ha tagliato il traguardo di Central Park in 2h08:24, al decimo posto assoluto si è piazzato l’azzurro Daniele Meucci, alla sua seconda esperienza in maratona, in 2h12:03, primato personale rispetto al 2h13:49 del suo esordio sulla distanza a Roma nel 2010. Una prestazione fenomenale del campione pisano, che ormai è una stella dell’atletica mondiale. complimenti!
E con lui, ma non fra gli agonisti di punta, correva il presidente della Pisa marathon. Ecco la fase finale descritta dallo stesso atleta, cioè Michele Passarelli Lio, che dedica la sua corsa all’amato padre socmparso nei mesi scorsi, in un toccante racconto sul suo blog runningmicheluzzo363: «Columbus Circle passa, discesina rinfrancante e si inizia a sentire il boato del pubblico al traguardo, c’è l’ultimo ostacolo a 500 metri dall’arrivo, murettino di 300 metri abbastanza tosto e con il problema che l’arrivo è a sinistra, dietro la curva, non lo vedi e quindi non ti senti ancora lì. Ci avrò messo un minuto e mezzo a farlo? Mi è sembrata un’eternità, non finiva mai ... poi la strada spiana, gira un poì a sinistra e vedi innanzitutto le tribune piene di gente urlante ... poi il traguardo blu e arancione ... poi il maxi schermo ... e ti vedi lì, arrancante, stanco e ti accorgi che stai insieme ridendo e piangendo ... alzi le braccia al cielo indicando la persona a cui vuoi dedicare questa impresa e ti rendi conto che quella sensazione che stai provando in quel momento probabilmente non la avvertirai mai più nella tua vita ... e allora smetti di respirare ... e te la godi come merita. Tutto il resto, la medaglia, i due Km per arrivare ai pulman, il freddo tremendo da non poter fermare i denti che battono, la gente che ti ferma per strada e chiede di farsi fotografare con te ... sono ricordi indelebili, ma accessori, tutto sta in quei 10 secondi di vita goduti prima dell’arrivo, con tutto il mondo che ti passa per la testa e la consapevolezza di aver fatto, veramente qualcosa di bello. Ah, poi sotto le 4 ore non ce l’ho fatta ad andare, potrei trovare almeno una decina di scuse ma sinceramente ... non me ne frega nulla».
Nella gara femminile Vittoria in 2h25:07 alla keniana, argento olimpico, Priscah Jeptoo, autrice di una straordinaria rimonta che nella seconda metà di gara le ha fatto avere la meglio su Deba Buzenesh (2h25:56).
Prima delle italiane, quinta domma assoluta, Valeria Straneo vicecampionessa del mondo in carica, in 2h28:22..
Antonio Scuglia
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