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Pisa

Caro cartellini, il calcio soffre le nuove tariffe

di Luca Lunedì
Caro cartellini, il calcio soffre le nuove tariffe

Le società pisane sul piede di guerra: non possono chiedere soldi alle famiglie ma i loro bilanci sono sempre più magri. E c’è una tassa per entrare in campo

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PISA. Società di calcio in rivolta per l’aumento del costo dei cartellini. Non parliamo delle multimilionarie compagini di serie A ma di tutto quel vasto universo di società locali che, come a Pisa per esempio, costituiscono il primo e più diffuso approccio con il pallone. Società per le quali anche un aumento di una decina di euro del costo dei cartellini mete in serio pericolo i bilanci già dissestati dalla crisi economica generale. Nel dettaglio il costo dei cartellini passa per la categoria Piccoli Amici da 3 a 10,60€, per Pulcini ed Esordienti da 9,50 a 19,31€ mentre per le categorie Giovanissimi ed Allievi da 15,50 a 19,31€.

Ma non solo questo: operazioni telematiche ancora fatte pagare come cartacee e la tassa di ulteriori 10,50€ per i dirigenti che accedono al rettangolo di gioco.

Giovanni D’Onza, presidente del Gello conferma: «Voglio subito chiarire che questi aumenti dei costi non hanno, almeno nel nostro caso, inciso su quanto facciamo pagare alle famiglie. È un aumento grave che sale a quasi 28 euro e comprendiamo l’assicurazione. Noi abbiamo oltre 140 tesserati e questo mette in crisi la gestione della società perché si va a sommare a tutte le altre spese che già sosteniamo». Già perché per far fronte alle utenze e agli investimenti per il mantenimento del campo di gioco non resta che affidarsi a qualche sponsorizzazione.

«Siamo costretti a far pagare il biglietto malvolentieri per le partite – continua D’Onza – oppure ricorriamo a quello che racimoliamo con le cene sociali ma non basta. Questi aumenti sono stati decisi da Roma e ci sono stati imposti. Reagiremo, questo è certo. Siamo già in contatto con le altre società per fare fronte comune».

In effetti il fronte sembra compatto, anche Gabriele Cecchi della società sportiva La Cella è concorde con il collega: «La Figc scarica sulle società la maggior parte delle spese mentre noi alle famiglie facciamo pagare le stesse quote d’iscrizione, anzi a chi è in difficoltà spesso non lo facciamo pagare. Capisco che la Figc abbia dei costi di gestione, quello che non capisco è perché le liste che si compilano in maniera telematica ormai, si continuino a pagare come quando erano cartacee. Sono aumentati anche i costi per i tesseramenti dei dirigenti». Sotto accusa è anche la modalità di pagamento che prevede un versamento iniziale molto cospicuo quando un pagamento rateale sarebbe meno doloroso per le casse societarie: «Devi saldare tutto entro i primi tre mesi, sa fosse dilazionato sarebbe meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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