Il presidio
Il Pisa ha rispettato in pieno l’età media
Calcoli non sempre facili con il nuovo regolamento per ottenere i contributi. Ma diverse squadre sforano senza problemi
PISA. L’età media non superiore a 25,5 anni è un limite invalicabile per Dino Pagliari al fine di evitare riduzioni percentuali nel calcolo del minutaggio degli under. Per ora si è scesi più in basso: 24,3 nelle prime due gare, addirittura 23,3 quando Sampietro ha giocato al posto di Favasuli. Ma i rientri del capitano e di Sabato proietteranno immediatamente il Pisa in prossimità del numero prefissato. E le altre squadre del girone? Undici avversarie su sedici non hanno osato avventurarsi sopra la linea ideale di 25,5 e alcune si sono fermate assai prima.
Fuoriquota al contrario. Il Pisa sceglie il giocatore più vecchio (Pugliesi) come fuoriquota, ma non tutti i team sono d’accordo. Infatti per riscuotere i contributi bisogna rispettare anche un vincolo di età media minima, pari a 21 anni (salvo il solito scarto di 0,5) e, per non sprofondare, le squadre più giovani escludono dal calcolo un giovane, non un anziano.
Viareggio a rischio. Massimo Gazzoli, classe 1975, è bastato nelle prime giornate a tenere, per un pelo, il Viareggio sopra i 21 anni. Se il portiere fosse uscito entro l’ora di gioco in favore del collega Furlan, che ha 18 anni in meno, avrebbe mandato in fumo il gruzzolo. L’acquisto di un altro senatore come Ighli Vannucchi (1977) ha puntellato la media, oltre che la squadra. Più al sicuro Pontedera e Paganese, che finora si sono attestate intorno a 22.
Sotto quota, per ora. Sui 23 anni si è posizionato il Barletta, ma anche il più ambizioso Perugia, che però attende il rientro del veterano Comotto (1978). A circa 24 anni, come il Pisa, si collocano la Nocerina, il Grosseto (invecchiato dall’arrivo di mister Cuoghi e tornato sul mercato) e il Prato, che però balzerebbe ai confini dei 25 se fosse costretto a sostituire il portiere titolare under 20 Brunelli con il vice Layeni (1981).
Con il bilancino. Obiettivo 255 anni di monte età non solo per il Pisa, ma anche per il Gubbio, che lo ha sfruttato in pieno nell’esordio a Perugia. Gli eugubini hanno scelto tre elementi esperti in difesa (Briganti, Bartolucci e Giallombardo), più un altro, Radi, che di solito parte della panchina, e a centrocampo il fuoriquota Boisfer (1981). Ultraventicinquenni anche gli attaccanti Falconieri (1986) e Caccavallo (1987). Simile il calcolo per il Catanzaro, con il portiere Bindi (1987), i difensori Ferraro (1983) e Catacchini (1984), il centrocampista Vitiello (1985) e gli attaccanti Fioretti (1985) e Germinale (1987). In media il talentuoso Russotto (1988).
Ciotola out. Anche L’Aquila non trascura i compleanni. Nicola Ciotola contro il Pisa non era tra i titolari per ragioni di media. Con lui (classe 1984) al posto di Triarico (1989) il valore sarebbe stato di esattamente 25,5, quindi “in salvo”, ma Giovanni Pagliari avrebbe avuto le mani legate nelle sostituzioni, avendo in panchina, a differenza del fratello Dino, alcuni giocatori più vecchi dei titolari pari ruolo.
Sforare senza problemi. Frosinone ed Ascoli inizialmente avevano rispettato il limite di 25.5, ma non hanno esitato ad andare oltre per mandare in campo rispettivamente Biasi e Scalise. Il Benevento ha sostituito un 1990 (Signorini) con un 1982 (Espinal) già dopo 16’ di campionato, passando da 26 a 27 anni, come il Lecce. La Salernitana supera addirittura 28. Anzi, sarebbero 29 se conteggiassimo Molinari, il più vecchio, che è un 1975.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
