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Pisa

Alla Sterpaia le lezioni della Soccer School

Alla Sterpaia le lezioni della Soccer School

Il sindaco agli studenti: un’occasione per dare visibilità e valorizzare il Parco di San Rossore

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PISA. Dallo scorso mese maggio si sta svolgendo alla Sterpaia di San Rossore e al centro sportivo della Polisportiva Bellaria di Pontedera il secondo corso della Pisa Soccer School.

Durante il quarto modulo formativo del corso di Calcio 4D (promosso a Pisa da Artide & Antartide Srl e dalla Pisa Soccer School) è intervenuto anche il sindaco Marco Filippeschi che, oltre a salutare Adriano Bacconi (presidente della Pss) e gli studenti, ha fatto il punto sul progetto di rivalorizzazione del Parco di San Rossore, sottolineando come iniziative di pregio come questa possono dare alla struttura anche una nuova spinta economica puntando sul turismo sportivo e il benessere della persona.

Il sindaco è intervenuto a portare il suo saluto disegnando nuovi scenari legati in particolare alla valorizzazione del Parco San Rossore grazie anche ad un progetto di Paim-Copisa incentrato sul turismo sportivo e sul benessere psico-fisico della persona.

«Occorrono nuove economie per mantenere il Parco - ha detto Filippeschi -. Attività interessanti come questa possono dare al Parco visibilità e risorse».

Bacconi nel breve dialogo ha spiegato al sindaco la valenza sociale del progetto Pisa Soccer School che, in collaborazione con la falcoltà di Scienze Motorie di Pisa, vuole creare la figura dello “Sport Tutor” per andare a fare nelle scuole elementari avviamento e promozione della pratica sportiva rivolta sia ai bambini che e alle famiglie.

Calcio 4D è un metodo innovativo, evoluto e sperimentato in numerosi altri Paesi curato in Italia da Roberto Baggio e Adriano Bacconi, uniti «dal comune intento - spiega il presidente della Pss - di “mandare in soffitta” il vecchio modo di insegnare non solamente il calcio, ma tutte quelle discipline che insegnano una specializzazione precoce, seppur non richiesta dall’attività sportiva stessa».

Calcio 4D, viene aggiunto, si pone «in alternativa alle classiche metodologie di avvicinamento allo sport in quanto ormai obsolete, asettiche, decisamente inutili e improduttivi, quando non “nocive” per il benessere psicofisico del giovane atleta, impegnato nel suo già di per sé così complesso percorso evolutivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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