Il Tirreno

Pisa

Sciopero, il primo turno appeso a un filo

Sciopero, il primo turno appeso a un filo

I nerazzurri si preparano per la trasferta di Barletta, ma fino a giovedì non ci sarà nessuna certezza di giocare

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. Meno 5 al via....o no?

Mancano infatti soltanto cinque giorni alla partenza di questo nuovo campionato per i nerazzurri di Dino Pagliari che esordiranno al Puttilli di Barletta domenica alle 20:30.

Su questo esordio comunque pesa un grosso interrogativo perché l’Assocalciatori ha deciso ieri lo sciopero.

Il “muro contro muro” sembrava superabile perché il presidente Aic Damiano Tommasi avrebbe dovuto incontrare oggi i vertici della Lega Pro, per discutere sulla regola sull'età media. La Lega metteva sul piatto una proposta: calcolare sì l’età media (25- 26 anni in Prima, 24-25 in Seconda), ma su 10 calciatori (i più giovani), e non su undici. In questa maniera, potrà entrare un “over” e i club potranno fare mercato sino a fine mese.

Questa proposta però evidentemente non è piaciuta all'Assocalciatori il cui presidente Damiano Tommasi ha scritto: «A seguito della riunione odierna l’Aic, stante il mancato accordo con la Lega Pro sui criteri distributivi delle risorse collegate all'utilizzo dei giovani, comunica che i calciatori di Lega Pro non scenderanno in campo in occasione delle gare programmate il prossimo fine settimana per la prima giornata del campionato. La norma che vorrebbe imporre una determinata età media complessiva per chi scende in campo - quale vincolo d'accesso ad una parte delle risorse - presenta chiari profili di illegittimità, crea discriminazioni nei confronti dei calciatori e false aspettative sui giovani».

Macalli ha risposto a questo comunicato confermando che chi non scenderà in campo se ne prenderà piena responsabilità andando incontro a conseguenze, e definendo questa decisione «degna del peggior soviet russo».

Se nei giorni prossimi comunque si riuscisse a trovare un accordo ricucendo lo strappo, per il Pisa sarebbe un vantaggio notevole soprattutto per la questione del numero uno sia perché in questo modo Pagliari potrebbe - volendo - schierare in porta Pugliesi senza dover fare il resto della formazione con la calcolatrice in mano e sia perché, se si decidesse di dar fiducia tra i pali ad uno tra Provedel e Adornato, ci sarebbe la possibilità di acquisire un elemento con esperienza al centro della difesa o a centrocampo.

La parola fine comunque dovrebbe arrivare giovedì col consiglio di Lega e la riunione dei presidenti, ma la cosa certa è che non si doveva arrivare così a ridosso dell'inizio dei campionati per dirimere questa questione penalizzando così, oltre ai giocatori rimasti senza squadra, anche le squadre nella composizione delle rose.

Anche perché - diciamocela tutta - a rompere il fronte della solidarietà fra i giocatori, ci sono possibili fattori esterni. Come le squadre che quest’anno, non essendo previste retrocessioni , possono fare la voce grossa con i propri giocatori e magari schierare la Berretti per non perdere i contributi di tutta la stagione.

La squadra torna al lavoro. I nerazzurri comunque si alleneranno ovviamente secondo programma e si ritroveranno oggi pomeriggio all’Hotel Granduca a pranzo, dopo i due giorni di riposo, per allenarsi poi all'Arena nel pomeriggio. Domani invece doppia seduta divisa tra Arena e campo di San Piero a Grado dove la squadra si allenerà anche giovedì, prima della seduta di venerdì allo stadio e la partenza eventuale sabato per la Puglia.

Il libeccio corrode, il Pisa distrugge. Era lo striscione di Paolo Mancini, non “uno striscione”. Ieri è stato esposto davanti alla chiesa di Santa Maria Ausiliatrice dove si svolgevano i funerali di Paolo, grande marinese e grande tifoso. E anche padre fondatore del “nuovo” Pisa.

Mancini non se n’è mai voluto vantare, ma ora possiamo dirlo: era lui l’insider all’interno del consiglio comunale i primi di agosto di quattro anni fa, nei giorni della grande crisi post-fallimento. Quando la Copra si stava defilando ma anche Camilli e Battini avevano quasi alzato bandiera bianca, ci chiamò per dire: «Fare presto, avvertite Camilli. La cosa si può fare se la sua cordata porta subito i soldi». Per essere chiari: senza Paolo Mancini, forse non saremmo ripartiti dalla D ma da molto più in giù.

Tifosi a Barletta. Si gioca o non si gioca? Mentre continua il balletto sulle norme in discussione, il Club Autonomo Nerazzurro organizza i pullman per la Puglia: telefonare al nunero 340 2458570.

Antonio Scuglia

Lorenzo Vannozzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web