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Ciacchini dagli Usa: «Diabetici al Tour»

Ciacchini dagli Usa: «Diabetici al Tour»

SAN GIULIANO. Da San Giuliano Terme ad Atlanta, oltre ogni limite. «L’unico limite che abbiamo siamo noi stessi», ama precisare Andrea Ciacchini che, armato di coraggio e forza di volontà, non ha...

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SAN GIULIANO. Da San Giuliano Terme ad Atlanta, oltre ogni limite. «L’unico limite che abbiamo siamo noi stessi», ama precisare Andrea Ciacchini che, armato di coraggio e forza di volontà, non ha esitato ad emigrare negli Stati Uniti per lanciare la sua sfida: dimostrare che una persona diabetica può arrivare al top nell’attività agonistica. Un traguardo condiviso con l’intera squadra. Infatti il ciclista pisano corre per il Team Type 1, compagine professionistica americana composta da tutti sportivi diabetici di tipo 1, fondata da Phil Southerland e Joe Eldridge, due atleti che non si sono fermati di fronte alla malattia. Lo sponsor è la Novo Nordisk, azienda produttrice di insulina.

Andrea, raccontaci la tua carriera…

«Ho 23 anni e corro da quando ne avevo 7. La mia prima squadra è stata l’Uc Coltano, che un tempo si chiamava Uc Pisana Termopetroli. Sono passato negli juniores alla Madigan di Montecatini. Da dilettante sono stato nei Lupi Sammarinesi e nella Brogio di Castelfranco di Sopra. Al Team Type 1 ho trascorso gli ultimi due anni da Under 23 e nel settembre 2012 ho firmato il primo contratto da professionista».

Il Team Type 1 rappresenta l’unica opportunità per un ciclista diabetico?

«No, è stata una mia decisione fare un’esperienza in America. Nella mia squadra ci sono altri due ciclisti, Paolo Cravanzola e Andrea Peron, che hanno corso e vinto da dilettanti in Italia».

Sei di San Giuliano come l’altro ciclista professionista Leonardo Pinizzotto…

«Ci alleniamo sempre insieme, ma abbiamo condiviso poche gare, nessuna quest’anno. Per me è come un fratello».

Quando sei lontano dall’Italia cosa ti manca di Pisa?

«Tutto. Famiglia, amici. Anche i percorsi di allenamento: dalle nostre parti ci sono pianure, colline, salite, negli Usa invece solo saliscendi, i cosiddetti mangia e bevi».

Il tuo sogno?

«Il nostro obiettivo è portare una squadra di soli diabetici al Tour de France nel 2020. La cosa più bella che mi potrebbe accadere».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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