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Lavori in corso, ma il cantiere promette bene
Luci e ombre delle prime uscite: le potenzialità della squadra di Pagliari sembrano ottime
PISA. A poco più di dieci giorni dall'inizio del campionato e a alla fine del mercato (anche se, col protrarsi dell'ufficialità sulla norma degli under è possibile che quest'anno diventi molto attivo anche il mercato degli svincolati) proviamo a tracciare un bilancio delle cose positive e da migliorare reparto per reparto della squadra nerazzurra.
PORTIERI. Cosa va: se non ci fossero regole sull'età media il 37enne Maurizio Pugliesi sarebbe il titolare. Gode della piena fiducia dello staff e dei compagni e in allenamento è sempre uno dei più positivi. Purtroppo la sua carta di identità lo costringerà a giocare poco.
Cosa non va: la gara contro il Carpi ha evidenziato un problema già noto. Provedel è arrivato dal Chievo per fare il titolare, ma in queste prime settimane non ha convinto e in questi giorni si sta valutando l'opzione di farlo tornare al Chievo per provare a cercare un altro elemento: non sarà un'operazione facile. Magari Adornato meriterebbe una chance da titolare anche perché è un elemento pisano, giovane e di proprietà, ma anche su di lui qualche dubbio c'è per fargli guidare una difesa di una squadra ambiziosa di C1.
DIFENSORI. Cosa va: sl rientro dalla squalifica e dall'infortunio Rocco Sabato sulla sinistra è la maggiore certezza (con la concorrenza dell’azzurrino Speranza). Alla bisogna l'ultimo arrivato Goldaniga può occupare anche quella posizione come dimostrato contro il Carpi pur nascendo come centrale. La coppia Kosnic-Rozzio ha fatto benino in questo precampionato con il serbo che ha mostrato grinta e cattiveria, mentre l'ex fiorentino conta sulla fiducia dello staff che l'ha rivoluto a Pisa, ma uno dei due farà posto ad un arrivo dal mercato che abbia nel curriculum qualche anno in più di Lega Pro. Quasi tutti gli elementi comunque hanno dimostrato di avere un calcio preciso, fattore importante quando le azioni partono con dei lanci lunghi a cercare di innescare le punte.
Cosa non va: sulla destra si chiuderà per Eros Pellegrini dal Viareggio, elemento richiesto espressamente da Pagliari anche perché sin qui Caputo e Lucarelli hanno messo in mostra buone doti di spinta, andando però in difficoltà quando c'è da difendere. In mezzo, anche numericamente, manca un elemento che possa avere esperienza, qualità e anche velocità superiore di quelli che ci sono adesso. Forse anche per l'età molto giovane degli elementi sin qui schierati, il reparto rimaneva troppo schiacciato mettendo in difficoltà i due centrocampisti centrali e facendosi prendere in velocità.
CENTROCAMPISTI. Cosa va. Favasuli e Mingazzini sono una garanzia in mezzo per affiatamento, qualità ed esperienza sperando che la condizione fisica li sostenga per tutto l'arco del campionato. Cia garantisce qualità sull'esterno e anche qualche gol e Sampietro spera di ripercorrere il cammino di Barberis. Martella ha tanta grinta e determinazione sulla sinistra. Brillanti potrebbe ritagliarsi un po' di spazio in una stagione per lui importante.
Cosa non va: manca sicuramente qualcuno che faccia rifiatare i due in mezzo con esperienza di categoria. Si cerca anche un esterno, ma questo sembra essere l'ultimo ruolo da coprire nella lista di Lucchesi. In queste prime uscite spesso gli esterni sono rimasti molto alti lasciando centrocampo e difesa un po' scoperti e allungando molto la squadra.
ATTACCANTI. Cosa va: il reparto decisamente più completo. Arma è la ciliegina sulla torta: attaccante veloce, forte fisicamente e col senso del gol in grado di toccare la doppia cifra senza troppi problemi. Giovinco ha messo in mostra tanta qualità e un buon affiatamento con i compagni nonostante non sia ancora al top della forma. Napoli ha grinta da vendere e può ricoprire più ruoli così come il talentuoso Bollino utile sia alle spalle della punta che sulla fascia destra.
Cosa non va: senza contare la gara contro l'Alabastri Volterra, la squadra ha siglato solo due gol in tre partite, uno di Martella contro il Termoli e uno su punizione di Giovinco contro il Siena a partita ormai chiusa. Non è un campanello di allarme, ma è sintomo che c'è ancora da lavorare e che non basta mettere insieme ottimi giocatori per ottenere automaticamente un risultato. Non c'è stata ancora la possibilità di vedere Forte e capire come vorrà utilizzarlo Pagliari.
Lorenzo Vannozzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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