Italia
Un passato da bestie nere che va subito riscattato
PISA. Trasformare “bestie nere” in beniamini è l’operazione che Fabrizio Lucchesi si è prefissato di realizzare. Napoli è andato in gol contro il Pisa sia all’andata sia al ritorno dello scorso...
PISA. Trasformare “bestie nere” in beniamini è l’operazione che Fabrizio Lucchesi si è prefissato di realizzare. Napoli è andato in gol contro il Pisa sia all’andata sia al ritorno dello scorso campionato con la maglia del Prato. Idem per Martella in Coppa Italia per i colori del Viareggio, che si è giovato di ben tre centri di Giovinco nei quattro derby disputati fra le due competizioni. Due stagioni fa fu Arma a punire i nerazzurri, trascinando con una doppietta la Spal alla vittoria sul manto dell’Arena (l’inizio della fine per la prima gestione Pagliari), più un gol all’andata (1-1).
Da avversari ad amici. Convertire ad una giusta causa gli avversari più temuti se non altro garantisce che questi smettano di infierire. Comunque è una sfida, perché non sempre i rivali più agguerriti sono stati altrettanto precisi quando sono passati da questa parte della barricata. Partiamo però dagli esempi positivi. I primi che ci vengono in mentre sono Baggio, Carparelli e Lupo Greco, tutti a segno contro il Pisa (anche più volte) e puntualmente in doppia cifra quando hanno ribaltato la loro prospettiva. I casi contrari però si moltiplicano e uno è estremamente recente: quello di Antonio Buscè. Non sarà mai stato un attaccante, ma aveva messo insieme 4 reti su 13 incontri disputati in carriera contro il Pisa (tutte piazzate quando era nel Lumezzane) e invece appena 2 sono stati i sigilli su 29 apparizioni (28 da titolare) nel team di Battini. Andando indietro nel tempo ricordiamo Danilo Neri, che lasciò l’Arena a bocca aperta segnando e vincendo con l’Iperzola nel 96-97 (una sconfitta che costò il posto a Luciano Filippi), ma poi nel Pisa in 2 stagioni raggranellò 3 reti su 26 gettoni di campionato. Massimiliano Grego nel Prato aveva provocato la prima sconfitta del Pisa da record di D’Arrigo nel 98-99, ma l’anno dopo tra i rossocrociati non inquadrò mai la porta. Ancora più lampante il caso di Francesco Ciullo: nel 2001-02, quando giocava nella Triestina, sfornò una doppietta e tre anni dopo firmò la rete con cui il Pavia espugnò l’Arena, causando l’allontanamento di Cabrini. A Pisa invece, complici i postumi di un grave infortunio, offrì un unico e ininfluente gol nel match interno con il Pizzighettone. E Massimo Minetti? Implacabile per tre volte quando giocava nella Reggiana e abulico negli ultimi mesi del 2003-04 sotto la Torre pendente. Evidentemente era specializzato come avversario: lo dimostrò due anni dopo, perforando nuovamente il Pisa nella sfida di Coppa con il Genoa.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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