Il presidio
Pisa, i giovani sono diventati l’arma in più
In evidenza Gatto, Suagher e Barberis. Ma ora devono dosare meglio le energie nell’arco dei novanta minuti di gioco
PISA. I giovani nerazzurri hanno dato una scossa alla stagione del Pisa e alla propria, trascinando la squadra alla prima vittoria nei playoff. Non solo il bomber Gatto con la sua doppietta, ma anche la sicurezza con cui Suagher ha tenuto testa a Ciofani e la personalità sfoggiata da Barberis nel presidiare la zona nevralgica del campo. Pure Rizzo ha operato bene in fase offensiva, riuscendo con i suoi movimenti verso l’interno a sfiancare la difesa ospite ed a compensare l’inferiorità numerica nerazzurra nella zona centrale rispetto al centrocampo a 3 del Perugia.
Incubo crampi. Alla fine il gol del 2-1 di Moscati e soprattutto i crampi, inaspettati, che hanno frenato la squadra nella seconda metà della ripresa hanno riportato alla mente i brutti ricordi dei playoff del 2003, quando i vari Anaclerio, Bettini, Cagnale, Varricchio e altri accusarono il peso degli anni e del logorio di un’intera stagione, chiudendo le gare decisive anzitempo o comunque a corto di ossigeno. Stavolta però ad essere stati colpiti sono i giocatori più giovani, proprio gli autori delle prestazioni più incoraggianti. Sicuramente si tratta di calciatori che durante l’annata sono stati impiegati a singhiozzo (Gatto e Barberis) o che si sono fermati per lunghi infortuni (Rizzo e soprattutto Suagher), dunque più vulnerabili.
La spiegazione. Dino Pagliari però ha spiegato in altro modo l’origine di un problema da lui previsto (come testimonia l’ingresso di Benedetti, e non Tulli, al posto di Gatto): l’eccessivo dispendio di energie nervose, a causa di una lunghissima vigilia, snervante per gli elementi meno esperti. Il tecnico nerazzurro, nel dopo gara, non ha mostrato alcuna preoccupazione: «Un conto sono i crampi per problemi fisici, un altro i crampi per eccesso di energie nervose. Quando i calciatori spendono tutto quello che hanno, vuol dire che non si risparmiano. Credo che il pubblico apprezzi». Aver rotto felicemente il ghiaccio potrebbe favorire una migliore gestione mentale dei prossimi impegni.
Un Mingazzini in canna. Il rientro di Mingazzini (dopo due turni di squalifica) potrebbe ridurre di una casella i posti riservati agli under (6 sempre in campo, dal ’91 al ’93, nella semifinale d’andata). La presenza dell’ex spezzino sarà fondamentale di fronte alla presumibile reazione di orgoglio di uno dei reparti centrali e di uno dei collettivi più dotati tecnicamente del girone. Curiosamente Mingazzini ha saltato entrambe le gare casalinghe con il Perugia (stavolta senza danni per la squadra), mentre ha già partecipato ad una vittoriosa spedizione in Umbria (l’1-2 dell’andata). Chi uscirà per fargli spazio?
Favasuli esterno sinistro. La buona prestazione di Barberis e il recupero di Mingazzini, nel 4-4-2, teoricamente potrebbero permettere il ritorno di Favasuli sulla fascia sinistra. Un ruolo gradito al capitano (anche se più dispendioso) rispetto a quello di mediano. Sicuramente un’alternativa interessante, dovendo gestire le precarie condizioni di Buscè (che stringe sempre i denti come un leone) e la scarsa autonomia di Rizzo sui 90’, in una gara che si preannuncia fisicamente massacrante non solo sotto l’aspetto emotivo, ma anche fisico, programmata alle ore 15 il 2 giugno, per esigenze televisive.
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