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Il Perugia è forte, ma ora si azzera tutto

Il Perugia è forte, ma ora si azzera tutto

L’andata dei playoff vista da Alessio De Petrillo, che con il Foligno (serie C2) ha appena sfiorato una clamorosa salvezza

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PISA. Un pisano doc ha sfiorato una grande impresa, quasi “alla Pagliari”, a due passi da Perugia. Solo la classifica avulsa e il beffardo intreccio di risultati dell’ultima giornata hanno condannato alla retrocessione in serie D il Foligno di mister Alessio De Petrillo, subentrato a 10 giornate dalla fine. Nelle sue prime 8 gare il tecnico aveva raccolto 15 punti, praticamente 2 a partita. Fatali le due sconfitte finali. Paradossalmente a sfavorire, involontariamente, De Petrillo è stata una sua ex squadra: il Pontedera, già promosso, ha perso a Lamezia Terme ed a Gavorrano, permettendo al team grossetano di raggiungere il Foligno e di superarlo grazie alla classifica avulsa.

De Petrillo, un vero peccato…

«Avevamo realizzato una rimonta incredibile. Il nostro portiere ha raggiunto il record di imbattibilità di tutto il campionato. Purtroppo il calendario ci ha riservato qualche brutta sorpresa. Un peccato, perché avevo un altro anno di contratto in un ambiente dove sono stimato».

Meglio parlare di Pisa-Perugia...

«Io sono ancora a Perugia. Anche qui, come a Pisa, c’è parecchia attesa. Sarà una bella gara. Gli umbri erano in un periodo di grande entusiasmo, che si è un po’ affievolito dopo la partita di Viareggio. Una sconfitta immeritata. Il Pisa invece viene da sei vittorie. Quando si parte da quinti si può fare molto bene. Basta vedere cosa ha combinato il Brescia contro il Livorno, pur avendo raccolto 18 punti in meno durante il campionato. Nei playoff si azzera tutto».

L’arrivo in corsa di Camplone a Perugia ha avuto lo stesso impatto di Pagliari a Pisa?

«Camplone viene da lontano: è subentrato all’inizio della stagione. Pagliari invece è a Pisa da sei gare. È stato bravissimo».

Sono gli esterni le principali armi del tecnico umbro?

«Fabihno e Politano sono sicuramente pericolosi. Il Perugia è forte anche a centrocampo dove, al di là di Esposito, che è il metronomo della squadra, Moscati e Nicco hanno fatto molto bene. Adesso bisognerà valutare se c’è stato un contraccolpo psicologico e se i playoff sono vissuti come un ridimensionamento».

Il Pisa nel 2007 riuscì a smaltire le scorie della sconfitta di Busto Arsizio…

«Quella squadra aveva una personalità non indifferente, con giocatori come Ferrigno, Biancone e De Simone, oltre ovviamente alla guida di Braglia. Non so se ci siano calciatori del genere nel Perugia, che comunque reputo una squadra forte».

Quali sono le principali novità che Pagliari ha apportato rispetto a Pane?

«Ha rispolverato Gatto, che con Pane era penalizzato dal modulo e utilizzato solo nel finale quando c’era da raddrizzare qualche partita. Pagliari ha rilanciato anche Scappini, che forse poteva essere impiegato di più anche in precedenza. Comunque anche Pane esprimeva un buon calcio. Il nuovo tecnico ha azzerato le gerarchie e restituito stimoli a tutti, anche a chi era un po’ appagato. Poi si deve sottolineare un aspetto…».

Quale?

«Bisogna dire bravo a Battini, che ha visto meglio di tutti e più in là dei risultati: ha avuto il coraggio di cambiare l’allenatore anche se la squadra non era con l’acqua alla gola. Dopo tante critiche adesso bisogna riconoscere il merito del presidente».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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