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Soccer School nel calcio sbarca l’alta tecnologia

Soccer School nel calcio sbarca l’alta tecnologia

Maurizio Mangione (Fondazione Monasterio) sta sviluppando un apposito portale

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PISA. Le innovazioni che la Pisa Soccer School presieduta da Adriana Bacconi sta portando nel calcio non finiscono mai. Tra queste anche un ciclo di lezioni per imparare ad usare dei software che consentono di pianificare le attività di campo e condividere la raccolta dati a disposizione dei tirocinanti di Scienze Motorie, oltre a progetti di ricerca iniziati parallelamente alla scuola di formazione. Uno dei personaggi che più sta spingendo verso la tecnologia nel calcio è il dott. Maurizio Mangione della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio/Cnr.

Mangione, perché ha deciso di entrare nel progetto della Pss?

«Mi è piaciuta l’idea di fondo, quella di creare un centro di formazione per allenatori basato su un metodo nuovo, più vicino alla psicologia dell’infante e meno a quella del calciomercato. Si vede che dietro al progetto Pss ci sono anni di studi e di ricerche che hanno portato a pensare che non fosse sufficiente formare degli allenatori con eventi calendarizzati, ma fosse necessario anche un monitoraggio puntuale delle cose fatte e di quelle ancora da fare; come farebbe un professore con i suoi alunni per tutti i giorni dell’anno scolastico».

Dietro c’è un lavoro d’insieme...

«Per raggiungere questo obbiettivo è stata fondamentale, secondo me, l’idea di coinvolgere i principali enti pubblici di formazione e ricerca quali Università, Consiglio Nazionale delle Ricerche e gli enti pubblici del territorio: Comuni, Province e Regione. Il centro studi deve garantire una formazione di alto livello agli allenatori della Pss».

Perché pensa che l’informatica sia utile nello sport e nel calcio in particolare?

«Perchè abbatte le barriere in termini di tempo e spazio. L’importante è che sia pensata in maniera semplice ed efficace. Ad esempio, l’uso del touchscreen su dispositivi mobili può essere il vero volano per la formazione in campo ed il monitoraggio in tempo reale dei risultati ottenuti».

Cosa potranno fare i corsisti con il portale?

«Potranno accedere al materiale didattico (e-learning), quindi a lezioni, video, documenti, programmi; potranno scambiare con i docenti o tra loro stessi video ed informazioni relative ad esercitazioni teoriche e pratiche, schede tecniche per allenamento, partite».

Cosa potranno fare le società affiliate e le famiglie?

«Le società affiliate potranno avere un sistema con il quale monitorare le attività dei propri allenatori. Potranno gestire le informazioni tecniche dei singoli bambini, gestire la parte amministrativa e programmare eventi e tornei. Per le famiglie ci sarà, secondo me, la vera rivoluzione nel modo di pensare e vivere il calcio. Il genitore potrà collegarsi da casa o da un qualunque dispositivo mobile, come ad esempio il suo cellulare, e vedere cos’ha fatto il proprio bambino/a nell’ultimo allenamento o alle visite mediche. Il tutto con una gestione sicura dei dati, in modo che solo chi è autorizzato potrà consultarli. Useremo la nostra esperienza decennale nel trattamento dei dati sensibili in ambito sanitario, per quanto previsto dalle norme di legge.

Gli obiettivi a medio-lungo termine quali sono?

«Oltre a tener fede agli impegni presi mediante la convenzione stipulata tra Pss e Fondazione Monasterio (Regione Toscana e Cnr), che condurranno alla realizzazione del portale Pss, ci sono alcune idee su cui sto lavorando insieme al prof. Stefano Chessa per dei progetti di ricerca applicata sul campo di gioco o in palestra e che vorremmo sviluppare insieme al prof. Mosca e alla sua equipe del Centro Endocas».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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