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Kutuzov: così sbancammo Frosinone
L’attaccante bielorusso realizzò una doppietta nel 5-1 dell’allora squadra di Ventura in B. «Tutto lo stadio ci applaudì»
PISA. Anche a cinque stagioni di distanza è ancora negli occhi dei tifosi nerazzurri l’ultima, fantastica vittoria a Frosinone. Vitali Kutuzov fu il grande protagonista di quella giornata, autore di 2 delle 5 reti (a una) che piegarono qualunque resistenza della formazione ciociara. Il bielorusso a 32 anni vive forse la stagione più amara della sua carriera, ancora senza squadra e tirato in ballo per presunte accuse ad Antonio Conte (suo allenatore a Bari) nell’ambito del processo relativo al calcio scommesse ed immediatamente smentite. Ricordando il periodo di Pisa comunque riesce più volte a sorridere.
Vitali, ripensiamo a quel Frosinone-Pisa finito con un clamoroso 1-5: cosa ricordi in particolare?
«Quattro a zero già nel primo tempo, una doppietta e alla mia uscita dal campo gli applausi di tutto lo stadio. Sentivo un grande orgoglio dentro di me: se gli avversari ti rivolgono un simile riconoscimento, allora hai giocato una bella partita».
Fu la più bella di quella stagione?
«Una delle più belle e furono tante. Non voglio far torto a qualcun’altra. Personalmente fu la migliore perché segnai due gol».
Ancora si ricorda a Pisa il tuo commento a fine partita: se segna anche D’Anna è la fine del calcio…
«Io ho sempre avuto voglia di migliorare, di aiutare la squadra e di stimolare i miei compagni».
Sei rimasto in contatto con i colleghi di allora?
«Sì, un pò con tutti. E poi con Castillo ho giocato altri due anni e mezzo nel Bari».
Nacho ha deciso di tornare nel suo Paese per allenare: e te?
«Anch’io ho smesso, ma spero di riprendere presto a giocare partite vere. Tutto sta nel trovare qualche squadra che mi voglia».
A 32 anni hai voglia di continuare a giocare a calcio?
«Sono in attesa, ma è ovvio che in questi casi si pensa un pò a tutto. Mi sto allenando da solo per cercare di mantenere nei limiti del possibile una buona condizione fisica. Ma non è facile: stare in un gruppo e giocare partite è tutta un’altra cosa».
Leggiamo le tue dichiarazioni riguardo alle vicende del calcio scommesse: è il periodo più amaro della tua carriera?
«È un periodo difficile, tra infortuni e altri problemi. A Bari ho vissuto anche bei momenti: ho vinto un campionato di B e giocato bene nella prima stagione in serie A, insieme a Ventura, che ritengo uno dei migliori allenatori che ho conosciuto».
Ti sei fatto un’idea sul Pisa attuale?
«Per me è difficile. Purtroppo i giornali scrivono poco sulle categorie più basse. Ho parlato con qualche amico: mi è stato detto che il Pisa è una buona squadra e che sta facendo bene in questo campionato».
Ti eri integrato benissimo anche in città…
«A Pisa non ho mai avuto problemi. Lì è anche nato mio figlio. Ho vissuto un bel periodo».
Al di là della categoria, non hai mai pensato ad un possibile ritorno?
«La categoria non conta. Io mi sto allenando gratis. L’importante è poter lavorare bene».
Ci sono tuoi amici nel Pisa attuale?
«In società ci sono il segretario Sabatini e Gavina».
Cosa consigli agli attuali nerazzurri in vista del big-match di Frosinone?
«Penso sia importante la testa per affrontare le partite. Con la mente distesa anche i piedi possono esprimersi nel modo migliore».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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