Il presidio
Riecco Pasciuti scartato troppo presto dai nerazzurri in D
PISA. Sui giovani è sempre opportuno sospendere il giudizio. Lorenzo Pasciuti lasciò Pisa dopo pochi mesi in serie D (2009-10) e adesso è uno dei titolari di un Carpi che, dopo aver perso la finale...
PISA. Sui giovani è sempre opportuno sospendere il giudizio. Lorenzo Pasciuti lasciò Pisa dopo pochi mesi in serie D (2009-10) e adesso è uno dei titolari di un Carpi che, dopo aver perso la finale playoff con la Pro Vercelli, staziona nuovamente ai vertici in C1/A.
Lorenzo, il Pisa riposerà nel prossimo weekend, voi invece dovrete ospitare il Lumezzane: quale Carpi scenderà in campo all’Arena?
«Non so cosa farà il mister, ma penso che, giustamente, manderà in campo chi ha giocato meno».
È stata dura ripartire dalla C1 dopo la delusione playoff?
«Sicuramente, ma sono cambiate tante cose: l’allenatore e molti giocatori. Una situazione che ci ha restituito l’entusiasmo necessario per andare avanti. Proveremo nuovamente a fare qualcosa di importante».
E pensare che già ora avresti potuto essere un giocatore di serie B…
«Ci ho pensato a lungo nello scorso campionato e c’ero vicino. È chiaro che adesso è il mio obiettivo».
Dunque la B per il Carpi è un scopo dichiarato?
«Sì, assolutamente».
Intanto ormai sei una colonna del Carpi…
«Sono al quarto anno e dalla D ho accompagnato la squadra fino a giocarsi una finale per la B».
Come si intreccia l’impegno in Coppa Italia con la corsa per andare in B?
«In Coppa ci piacerebbe andare avanti. Già due anni fa siamo arrivati a giocare la finale con la Juve Stabia, dopo aver vinto a Nocera in semifinale. Belle soddisfazioni. Noi vogliamo sempre vincere.
Segui le vicende del Pisa?
«Ci do sicuramente un occhio. Ho visto la partita di Perugia e so che il Pisa sta facendo bene».
Fu il Pisa, battendovi, ad estromettervi lo scorso anno dalla corsa alla promozione diretta?
«Se avessimo vinto a Pisa, ci saremmo avvicinati alla Ternana. Perdemmo anche a causa di un grosso errore arbitrale, perché su uno dei gol Perna si accomodò la palla con una mano. Un episodio che ci tagliò un po’ le gambe».(m.b.)
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