Il Tirreno

Pisa

Barbana: Pisa, ripercorri la mia strada

di Massimo Berutto
Barbana: Pisa, ripercorri la mia strada

Il mitico attaccante segnò proprio a Pagani il gol della promozione in serie B nella stagione 1978-79. «Grandi ricordi»

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. La squadra che 33 anni fa, vincendo l’ultima gara a Pagani, conquistò la serie B forse è rimasta nel cuore dei tifosi anche più di quelle che hanno ottenuto successi più prestigiosi. Ma vuoi mettere il fascino di quella promozione, la prima di una lunga serie con Romeo Anconetani, lottando giornata dopo giornata al termine di un decennio duro ed affascinante? Il baffuto capitano di quel Pisa era Giorgio Barbana e proprio lui segnò la rete della promozione, la quindicesima dell’annata. Adesso l’ex attaccante vive in Friuli (dove è nato 63 anni fa) e insegna calcio ai giovani del San Canzian in Seconda categoria.

Barbana, come fu quel Paganese-Pisa?

«Arrivò al termine di una settimana bellissima. La Paganese era già retrocessa, ma non ci regalò niente. Il signor Romeo organizzò il tifo in modo eccezionale: quasi tutta la tifoseria pisana venne a vedere la partita».

Quella rete fu la più importante della sua carriera?

«Una delle più importanti. Mi ricordo anche i gol realizzati a Lucca ed a Livorno. Fu dura la notte prima del derby dell’Ardenza: la polizia sotto l’albergo a Tirrenia e gli ultrà amaranto che ci telefonavano alle tre di notte per non farci dormire. Segnare il gol della vittoria fu una gioia particolare. A Pisa giocai quattro annate eccezionali».

A Pisa si spera che la storia si ripeta, già da Pagani…

«Ho visto giocare il Pisa nella gara di Perugia: mi è piaciuto molto. Mi auguro che si ritrovi lo stesso entusiasmo dei miei tempi. Avevo visto il Pisa anni fa a Venezia: ero in tribuna con Adolfo Anconetani e ricordo una marea di tifosi che mi fecero l’applauso».

Lei, Di Prete e Cannata eravate un grande trio del gol: e fuori dal campo?

«Noi eravamo un trio soprattutto fuori dal campo. Ci frequentavamo ed eravamo quasi sempre insieme Non era il mister a dirci dove giocare: bastava che ci guardassimo negli occhi per capirci. Ricordo un gol di Di Prete a Reggio Calabria: su un lancio di Ciappi io percorsi tutta la fascia destra, vidi Caio che faceva finta di venirmi incontro per poi scappare. Gli misi palla sopra e lui realizzò. L’ho sentito un mese fa: mi ha invitato a Pisa. Devo proprio venire».

Cosa fa oggi Giorgio Barbana?

«Alleno giocatori di 18-19 anni in Seconda categoria. Non dico che voglio farne dei campioni, ma vorrei insegnare loro a giocare al calcio seriamente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera