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Nel girone B nessuno segna più dei nerazzurri
In due sono già a quota tre reti realizzate: Perez e Favasuli. Dalla difesa invece sono attesi progressi
PISA. Il Pisa per un soffio conferma il miglior attacco del girone. Non sono bastati i 2 gol di Perugia per consolidare la leadership, infatti i 3 “pugni” rifilati dal Benevento alla Carrarese (prossima avversaria del Pisa in campionato) hanno permesso anche ai sanniti di raggiungere la vetta a quota 9. Nell’altro girone c’è chi segna di più: 12 esultanze per il Lecce (a punteggio pieno) e per la sorprendente Entella, 10 le gioie assaporate dai tifosi del Trapani.
La strana coppia. Due i capocannonieri del Pisa: il centravanti Perez e il rigorista Favasuli, con 3 soddisfazioni a testa. Due finalizzatori, in modi diversi, del gioco collettivo, che evidentemente offre molti sbocchi in area di rigore. E pensare che il Pisa primeggia tra gli attacchi nel girone senza aver ancora sfruttato a pieno le potenzialità di Tulli (un gol) e Scappini (zero reti in 48’, recuperi esclusi), gli unici due giocatori in rosa ad essere già andati in doppia cifra in Lega Pro nella loro carriera.
La retroguardia. Se due gol non hanno chiuso in cassaforte il primato nerazzurro in avanti, paradossalmente invece è bastata una sola rete al passivo per peggiorare la situazione della difesa, adesso terzultima in solitario a 7, anche se più distante dalle ultime 2 classificate Carrarese (10) e Barletta (8). Queste due formazioni sono anche i fanalini di coda del torneo (2 punti per i pugliesi, nessuno per i toscani). Catanzaro e Andria, che condividevano con i nerazzurri la terza piazza partendo dal basso, si sono fermate sullo 0-0 (per i calabresi è il secondo punteggio ad occhiali consecutivo) e così sono salite di un gradino.
Primi gol… con la difesa a 3. Finora abbiamo separato prima linea e retroguardia, adesso mescoliamoli in modo curioso: a Perugia il Pisa ha realizzato i primi 2 gol in campionato schierando una difesa a 3 (a prescindere dalla disposizione arretrata dei rivali). Infatti i precedenti 7 centri erano stati totalizzati interamente quando il Pisa, per scelta o per necessità, era passato ad una retroguardia a 4: 3 reti al Latina (in 10 contro 11), una nel primo tempo con il Barletta (con il 4-3-3) e 3 nei finali ad Andria, con lo stesso Barletta e a Gubbio (quando Pane ha rischiato il tutto per tutto con il 4-2-4). Una curiosità puramente numerica o forse semplicemente due segnali di una situazione tattica che sta iniziando a normalizzarsi.
Sfida fra opposti. Il derby tra Pisa e Carrarese ha almeno tre possibili interpretazioni statistiche. La prima è l’attacco più prolifico contro la retroguardia più perforata. La seconda è la sfida tra due delle tre difese più vulnerabili. La terza è il confronto tra il massimo e il minimo nel numero di reti all’attivo (per i marmiferi appena una, collezionata nell’altro derby con il Viareggio, perso 1-3). Comunque sia, i rossocrociati partono da una situazione di vantaggio, che devono capitalizzare.
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