Il Tirreno

Pisa

Adornato: pronto per fare il profeta in patria

di Massimo Berutto
Adornato: pronto per fare il profeta in patria

Il portiere torna in nerazzurro dopo una stagione da titolare con il Casale in Seconda divisione

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Un amaro finale di stagione per il giovane portiere Davide Adornato (nostro concittadino, classe 1991), in prestito dal Pisa al Casale. La formazione piemontese ha visto svanire al 6’ di recupero la qualificazione alla finale playoff di C2 in favore della Virtus Entella, per colpa di un gol segnato dal numero uno ospite Paroni, insolito bomber sugli sviluppi di un corner. Episodio increscioso l’assalto all’arbitro (Castrignanò di Roma 2) e ai calciatori dell’Entella dopo la rete e persino negli spogliatoi da parte di 7 giocatori locali, di mister Buglio e di un gruppo di tifosi. Protagonista in negativo anche Adornato (che era rimasto in panchina), a cui sono state comminate, come al pisano Taddei e all’ex nerazzurro Gambadori, due giornate di squalifica «perché - secondo il giudice sportivo - al termine della gara accerchiava l’arbitro unitamente ad altri tesserati e gli rivolgeva frasi offensive».

Davide, un finale del genere cancella tutto?

«Sicuramente un brutto finale per la squadra ed a livello personale. Comunque il buono fatto in precedenza non viene cancellato. Abbiamo affrontato tante difficoltà, anche fuori dal campo, e avremmo meritato il salto di categoria».

Il bilancio personale è soddisfacente?

«Ho giocato 32 partite. Sono molto soddisfatto di come sono cresciuto a livello calcistico e umano. La prima vera opportunità dopo qualche apparizione a Pisa. Un anno che mi porterò sempre dentro».

Nello spogliatoio del Casale si parlava pisano...

«Sicuramente. C’era Riccardo Taddei, con cui molte volte ho fatto il viaggio verso casa. Mi sono trovato bene anche con Gambadori e Peluso, due ex nerazzurri».

Sei uscito di squadra dopo la trentacinquesima giornata, ossia da quando i minuti degli under hanno smesso di valere contributi federali…

«In realtà eravamo due portieri della stessa età. Pomat a differenza mia è di proprietà del Casale, mentre io tornerò alla casa madre. Sono rimasto deluso per non aver potuto giocare i playoff».

Insomma allora torni a Pisa?

«Comunque sia ho un altro anno di contratto. Non so se ritornerò per fermarmi o per andare di nuovo in prestito».

Il Casale sicuramente non cercherà di trattenerti?

«Il Casale non sa se si iscrive al prossimo campionato».

Sei rimasto in contatto con il Pisa in questi mesi?

«So che sono stato seguito durante le partite. Ho sempre sentito Bizzotto, Ton, Scampini e sono rimasto legato al massaggiatore Marco Deri. Ultimamente mi ha chiamato anche Lucchesi. Sono stato molto contento della telefonata».

Saresti pronto per le difficoltà di un profeta in patria?

«Vengo da un campionato di Seconda divisione, che non è la C1, ma comunque non è semplice, perché ti oppone a squadre importanti. Ho dimostrato di poterci giocare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino