Tremolada, l’astro nascente «Potevo far meglio, scusatemi»
A Pisa non è “esploso” ma l’Inter lo ha portato fra i titolari in Indonesia dove ha anche segnato Classe 1991, non si è montato la testa: «Pane ok, l’esonero di Pagliari? Tutta colpa nostra»
PISA. Vent’anni compiuti nel novembre scorso, Luca Tremolada è diventato in pochi giorni un “oggetto volante” ben identificato. L’Inter, proprietaria del cartellino (il giocatore veniva dalle giovanili nerazzurre), lo ha girato al Pisa nel luglio scoros, dopo un anno in prestito al Piacenza in B (8 presenze). All’ombra della Torre, il centrocampista offensivo ha totalizzato 22 presenze, ma solo 10 intere, per un totale di 1.418 minuti giocati. Poi Stramaccioni a fine prestito lo ha portato in Indonesia e Tremolada, per niente intimorito - almeno in campo - dai nomi dei compagni, ha giocato titolare ed ha anche segnato. E ora il suo nome è sui taccuini di tutti i ds italiani, Ma non si è montato la testa, anzi...
«È stata una bellissima esperienza che ricorderò per sempre, - ci racconta, - per come mi sono trovato con la squadra, un gruppo stupendo . Cambiassio e Zanetti sono persone incredibili, leggende, ma io ho legato di più con i brasiliani Maicon, Coutinho e Jonathan. Ho comunque stima per tutti».
Pensi ci sia qualche probabilità di rivederti a Pisa la prossima stagione?
«Questo non lo so. Ora vado in vacanza, poi deciderò il futuro con le due società (Inter e Pisa, ndr)».
Quest’anno non hai avuto molto spazio: qualche rimpianto?
«Per prima cosa mi scuso in maniera forte e dispiaciuta con i tifosi e con la società per non essere riuscito a dare quello che tutti si aspettavano, ma ho sempre dato il 110%. I rimpianti più grandi sono per quel mese di gennaio in cui abbiamo perso partite importanti che hanno portato all’esonero di Pagliari. Se è andato via è stato solo colpa di noi giocatori. Pane, anche lui ottima persona, ci ha preso in un momento di difficile riuscendo a tirare fuori il meglio che in quel momento c'era nella squadra, facendo bene. Peccato, ed ecco un altro rimpianto, non essere riusciti a conquistare la Coppa Italia».
Oltre ai rimpianti, hai anche qualche bel ricordo?
«Ho tantissimi bei ricordi. Quello provato sin dai primi mesi è stato magnifico: sono orgoglioso di aver fatto parte di questo gruppo».
Quali sono i tuoi obiettivi per l’anno prossimo?
«Mi farebbe piacere trovare più continuità nel gioco».
Mettiamo che voli in serie A: al primo gol da “giocatore famoso” avrai un pensiero anche per il pubblico pisano?
«Sicuramente! Il pubblico pisano è stato fantastico, ci ha sempre sostenuto, ci è sempre stato vicino, andare a esultare sotto di loro è una delle cose che ricordo con più gioia. Sono stati unici anche quando abbiamo perso la coppa e sono rimasti lo stesso a cantare e a tifare per noi».
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