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Pisa non è fra le corazzate della C ma la distanza si può colmare

 Pisa non è fra le corazzate della C ma la distanza si può colmare

Contro il Taranto la squadra ha dimostrato di avere le basi per puntare in alto l’anno prossimo Tofiso, polemiche per la “convivenza forzata” con gli ospiti in gradinata: la curva Sud era vuota

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PISA. Il dopo Pisa-Taranto inorgoglisce i nerazzurriper la bella prestazione, lasciando solo un po’ di amaro in bocca per qualche episodio antipatico: le continue polemiche con l’allenatore ospite Dionigi e il nervosismo che si è creato sugli spalti anche in conseguenza di esse, e che ha portato a un breve tafferuglio in gradinata dopo il 2-1, per fortuna senza che la situazione degenerasse grazie al senso di responsabilità delle due tifoserie.

Ieri però sono arrivate un sacco di vibrate - e non infondate - proteste in merito: una volta i tifosi ospiti avevano un settore tutto per loro, oggi con la farraginosa normativa sulla Tessera può accadere, come è accaduto, che le tifoserie siano mescolate. E il fatto che un tifoso rivale sia residente a Pisa non rende meno pericolosa questa convivenza, in serie A come in serie C.

Nello specifico è difficile da comprendere - se si ragiona in un’ottica di prevenzione di episodi violenti - lo spirito di una legge che, in una partita in cui il settore ospite era vuoto (zero spettatori: non pochi, non uno, ma zero), una volta constatato che non c’erano richieste per la curva Sud, abbia comunque imposto di mettere i tarantini in gradinata a fianco ai pisani.

Lavoro e futuro. La squadra nerazzurra ha fatto ieri una seduta di lavoro di scarico e si allenerà di nuovo stamani, prima del rompete le righe pasquale.

Intanto, mercoledì sera, il Pisa ha potuto toccare con mano, in 90’, la distanza fra ciò che è adesso e quello che, nelle speranze della piazza, dovrebbe diventare nella prossima stagione. La squadra -Taranto incarna il modello di formazione che potrebbe infiammare il pubblico di Pisa: una compagine che lotti fino all’ultimo per il primato.

Sia ben chiaro, senza far follie, mantenendo sana la gestione della società, perché le penalizzazioni a Pisa, rispetto ad altre città, sarebbero mal tollerate. Al dg Lucchesi sono chieste le mosse giuste al momento e al prezzo giusto, come riuscirono a Petrachi (con le dovute proporzioni in serie B) quando senza svenarsi calò il tris Cerci-Castillo-Kutuzov.

Il pareggio e la prestazione nella prima mezz’ora del secondo tempo dimostrano che la distanza fra il presente ed un auspicabile futuro è evidente ma non incolmabile.

Serviranno chili e centimetri: l’imponenza di Girardi (e non solo la sua) hanno squarciato la difesa nerazzurra, come era successo 3 giorni prima al pavese Cesca, altro gigante dell’area di rigore.

Ogni anno si spera che qualche marcantonio si trasferisca a Pisa, dove da tre campionati Obodo spicca per mole in una squadra che fa dell’agibilità e della duttilità le sue armi migliori. Quest’anno c’è anche Buscaroli, che però ultimamente parte dalla panchina.

Antonio Scuglia

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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