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Dionisi: temo la reazione dei nerazzurri

Dionisi: temo la reazione dei nerazzurri

Il capitano della Tritium è un senese e all’andata realizzò su rigore il gol del vantaggio che avviò il successo dei lombardi

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di Massimo Berutto

PISA

Un toscano doc è il capitano della Tritium. Fu proprio Alessio Dionisi, di Abbadia San Salvatore, professione difensore, a realizzare il gol del vantaggio lombardo all'andata, arrotondato da Malgrati nella ripresa.

Alessio, per te un bel ricordo a livello personale…

«Siamo stati fortunati a trovare un Pisa rimaneggiato. Ricordo la più bella cornice di pubblico vista quest'anno, insieme a quella di Terni. Segnare su rigore è più facile, soprattutto per un difensore, ma sicuramente fa piacere».

Eri quasi a casa…

«Io sono di Siena. Non sento molto la rivalità con le città vicine».

Com'è arrivato un toscano alla Tritium?

«Mi sono trasferito al Nord già a 19 anni. Giocavo a Varese con mister Devis Mangia e insieme a lui sono passato alla Tritium. L'ho seguito anche all'Ivrea, ma poi sono tornato a Trezzo».

Conoscendo il modo in cui si vive il calcio nella nostra regione, come puoi descriverci la realtà della Tritium?

«Trezzo è un paesino. Non è un ambiente importante come Pisa. Una città che all'andata mi ha sbalordito per l'affetto dimostrato verso la squadra. Ne avevo sentito parlar bene, ma è facile trovare tanti tifosi quando si vince. Io invece ho sentito il pubblico esaltare i giocatori anche sotto di 2-0. Pure noi abbiamo i nostri tifosi, che apprezziamo per il loro appoggio. Ma in Toscana c'è più calore».

In un campionato da rivelazione lo stadio Brianteo sembra il vostro tallone d'Achille...

«Dati alla mano è così. È brutto giocare in uno stadio enorme e desolatamente vuoto. In più siamo una squadra più brava a ripartire che ad impostare la partita».

A gennaio avete perso tre gare su quattro: anche a Trezzo si è sofferto il contraccolpo del mercato?

«Per noi non c'è stato mercato. Quando eravamo terzi, sapevamo che per noi era una parentesi. Anche mantenere la posizione attuale significherebbe aver disputato un grande campionato».

Il Pisa ne ha perse quattro su quattro…

«Per me è uno dei motivi di preoccupazione. In casa facciamo fatica, anche noi non siamo in un momento felice e in più affrontiamo una squadra che avrà voglia di reagire».

Guardando la classifica, Tritium-Pisa è solo la partita della serenità?

«Per quanto riguarda noi sicuramente sì».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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