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Braghin parla di Braghin: si ferma così

Braghin parla di Braghin: si ferma così

Stefano, ex direttore generale nerazzurro, svela i segreti di Maurizio, allenatore della Pro Vercelli e sostenitore del 4-3-3

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Il piemontese Stefano Braghin presenta la sorprendente Pro Vercelli. L’ex direttore generale del Pisa è nato ad Ivrea e ha lavorato nella squadra della sua città e ad Alessandria, gomito a gomito con la Pro, prima di passare alla Virtus Bassano due stagioni fa.

Direttore, cosa significa per lei la Pro Vercelli?

«Vercelli è a 30 chilometri da casa mia. È stata l’avversaria di tanti derby quando ero ad Ivrea o ad Alessandria. Ricordo un campo molto caldo. Comunque, anche quando gioca contro una squadra piemontese, io tifo sempre per il Pisa».

Il suo Bassano sta dominando sul mercato: Galabinov e De Gasperi saranno decisivi come lo furono Frati e Cagnale a Pisa?

«Speriamo. Eravamo partiti con una squadra molto giovane per la categoria e poco attrezzata per i campi caldi del sud. Abbiamo cercato di buttar dentro nuove energie».

Come mister ha scelto Jaconi, che a Pisa le aveva riservato bocconi amari nei derby con il Livorno...

«Noi ci siamo conosciuti proprio a Pisa, perché abitavamo entrambi a Tirrenia, anche se militavamo su sponde opposte. Ci siamo ritrovati ad Ivrea e ora a Bassano».

A Pisa, come nel 2001-02, una stagione caratterizzata da un passaggio di proprietà...

«So che è arrivato un direttore molto bravo e quotato come Lucchesi, che è una garanzia sulla serietà e sulla solidità della presidenza. Sono amico dei precedenti direttori. Lucchesi dà una buona continuità al loro lavoro. Sono contento da tifoso del Pisa».

Come vedi Pisa-Pro Vercelli?

«Non sarà una partita facile per i nerazzurri, contro una squadra molto compatta. Conosco però cosa significa il fattore campo a Pisa: l’Arena che ricordo è un valore aggiunto».

Maurizio Braghin è stato anche suo allenatore all’Ivrea: siete parenti?

«No. Sono molti i Braghin in Piemonte. Purtroppo l’esperienza con Maurizio finì con un esonero. Comunque siamo rimasti amici. È un allenatore molto bravo sul campo. Un ottimo insegnante di calcio».

Tatticamente il Pisa cosa si deve aspettare dal tecnico avversario?

«Braghin pratica un calcio abbastanza offensivo. Adotta sempre una sorta di 4-3-3 e chiede ai suoi ragazzi di essere propositivi, con molto possesso di palla. Ha a disposizione tre miei ex giocatori: il fluidificante Murante, il mediano Rosso e la mezzapunta Fabiano».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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